Le avvisaglie del successo? Al liceo scientifico "Sante Simone" di Conversano, dove Checco Zalone, allora "solo" Luca Medici, suonava, imitava e recitava. I professori lo ricordano così.
CONVERSANO (Ba) – Ai tempi del liceo Luca Pasquale Medici, in arte Checco Zalone, non pensava lontanamente che un giorno avrebbe avuto così tanto successo, fino a sbancare i botteghini dei cinema con il suo film Sole a catinelle. “Era uno studente diligente, magari un po’ vivace e con la battuta sempre pronta”. Lo ricordano così due sue professoresse del Liceo Scientifico "Sante Simone" di Conversano che l’artista barese frequentò dal 1991 fino al 1996 quando conseguì il diploma di maturità.
Maria Poli, insegnante di Matematica e Fisica attualmente vicepreside, lo ebbe in classe nei primi due anni: “Ho ancora un’immagine nitida di quel ragazzino un po’ basso di statura, con i capelli arruffati sulla fronte. Studiava lo stretto necessario, la media era buona e anche in condotta non creava alcun problema. E’ stato sempre promosso. Luca era molto educato, rispettoso, umile ma aveva il chiodo fisso delle imitazioni. Si divertiva a fare il verso ai professori. La sua preferita era la docente Vitanostra che aveva un tono di voce stentoreo con una leggera inflessione dialettale. I compagni di classe si divertivano un mondo, la sua carica di simpatia era proverbiale. Spesso gli dicevo: So che hai una grande passione per la musica, ma sarebbe meglio metterla un po’ da parte per studiare di più. Oggi posso dire che comunque ha fatto bene a seguire il suo intuito. Se penso al brano che ha composto in occasione dei Mondiali del 2006 (Siamo una squadra fortissimi, N.d.r) resto ammirata per l’inventiva che esprime e divertita per il testo originale”.
Catia Latela insegna Scienze ed è stata per quattro anni, dalla seconda alla quinta D, professoressa di Checco Zalone. “A proposito del suo nome d’arte: credo lo abbia scelto sapientemente. E’ uno pseudonimo che rientra nello stereotipo del suo personaggio. Per la verità inizialmente, durante le sue prime apparizioni televisive, non riuscivo a rendermi conto che fosse lui. Poi, ho ricollegato il tutto. Durante le lezioni a volte improvvisava anche qualche scenetta esilarante. Mi faceva un po’ arrabbiare, soprattutto quando dovevo interrogarlo, ma poi veniva verso la cattedra e rispondeva alle domande. Un simpatico mattacchione, ironico, estroverso senza però mai eccedere. Aveva un buon rapporto con tutti i compagni di classe. I genitori lo hanno sempre seguito costantemente durante il suo percorso scolastico”.
In quegli anni al Liceo "Sante Simone", che dal 1946 è un punto di riferimento culturale in ambito scientifico per Conversano e i paesi limitrofi, si organizzava una rappresentazione prima delle vacanze di Natale. Il Liceo Show coinvolgeva un po’ tutti gli studenti. “Per Luca è stata una vera e propria palestra artistica", dicono all’unisono le due professoresse: "Dava il meglio di se stesso proponendo imitazioni, recitando scenette ricavate da alcune emittenti private, suonando la chitarra. Insomma, si intravedeva la sua propensione per le varie forme di spettacolo, anche se nessuno di noi poteva immaginare che un giorno avrebbe avuto tutto questo successo come artista".
Sulla scorta di quella esperienza, il professor Cosmo Locafaromise su anche una commedia verso la fine dell’anno scolastico ’95-’96, portando sulla scena una rielaborazione del romanzoAgosto, amore mio non ti conoscodiAchille Campanile.“Avevo visto recitare Luca durante ilLiceo Showe decisi di inserirlo nel cast degli studenti-attori. Riusciva ad immedesimarsi nel contesto surreale dell’opera anche se spesso tendeva ad improvvisare, dimostrando la sua creatività. Così, cercavo di tenerlo un po’ a freno. Fu molto, bravo nel saper caratterizzare il personaggio del figlio un po' sprovveduto portato in villeggiatura dal papà per farlo sposare. S’impegnò anche per realizzare le musiche. Non mi sono sorpreso di questa sua esaltante ascesa. Ha sempre avuto talento”.
Se il professor Locafaro è stato il suo primo “regista”, Maria Poli e Catia Latela sono diventate ormai sue fan e sono orgogliose di averlo avuto come studente. “Ha dimostrato nel tempo di essere arguto e intelligente. La sua non è improvvisazione pura e semplice, ma uno studio approfondito del personaggio attraverso i monologhi, i testi delle canzoni, i film che lo hanno portato a diventare così popolare. Non è facile far ridere, né tanto meno rimanere sulla cresta dell’onda per tanto tempo.Gli auguriamo che questa straordinaria e luminosa scia possa durare a lungo.Se lo merita. In un certo senso ha unificato gli italiani. E’ riuscito a catturare l’attenzione della gente con il suo linguaggio, con le sue singolari e colorite espressioni che richiamano il dialetto barese. Le sue battute sono ormai di tutti. L’ultimo film Sole a catinelle, come d’altronde i due precedenti, è davvero spassoso. Tante risate, divertimento assicurato anche se sullo sfondo c’è sempre una storia da raccontare agganciata alla realtà che ci circonda”.
In quel liceo che ha rappresentato una fase importante della sua vita,Luca Medici non ha più messo piede dopo il diplomanonostante l’istituto "Sante Simone" si trovi a pochi chilometri da Capurso dove vive tuttora la sua famiglia. “Noi non lo vediamo dal ’96", fanno notare Catia Latela e Maria Poli, "chissà se si ricorda ancora di noi. Certo, ci piacerebbe incontrarlo soprattutto perché è stato nostro studente. Magari sarebbe bello che tornasse un giorno tra quei banchi dove tra una lezione e un compito in classe è sbocciata la sua vena artistica”.