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23 Maggio 2010 - Domenica di Pentecoste

La solennità di Pentecoste segna il coronamento della Pasqua del Signore. In essa, infatti, si compie, con il dono dello Spirito Santo, il mistero dell’universale salvezza nella morte e nella risurrezione del Signore Gesù. La peculiare solennità, che l’odierna celebrazione riveste nella tradizione liturgica ambrosiana, è evidenziata dalla liturgia vigiliare vespertina del sabato, dai due schemi di lezioni bibliche presenti nel Lezionario per accompagnare la Messa “nel giorno” e quella “per i battezzati”, obbligatoria nel caso si celebri in essa il sacramento del Battesimo.

1. La Liturgia vigiliare vespertina e la Messa della “Vigilia”

Il Lezionario

    Come avviene nella vigilia di Natale e dell’Epifania è vivamente raccomandata la solenne liturgia vigiliare vespertina che prevede la proclamazione delle seguenti letture vetero-testamentarie: Genesi 11,1-9 con il racconto della dispersione dei popoli alla torre di Babele; Esodo 19,3-8.16-19 evoca l’alleanza di Dio con il suo popolo al Sinai; Ezechiele 37,1-14 con la profezia relativa al dono dello Spirito che rianima “le ossa inaridite”; Gioele 3,1-5 annunzia l’universale effusione dello Spirito su ogni uomo. Le letture previste per la Messa della Vigilia sono: l’Epistola: 1Corinzi 2,9-15a nella quale l’Apostolo esalta il ruolo dello Spirito nel portare a conoscenza “ciò che Dio ci ha donato”; e il Vangelo: Giovanni 16,5-14 contenente la promessa di Gesù di mandare sulla sua comunità lo Spirito Paràclito una volta ritornato al Padre.

La preghiera liturgica

Prefazio

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, Dio onnipotente. A coloro che nella comunione di vita col Signore risorto hai prescelto a diventare tuoi figli, tu concedi, o Padre, con l’effusione dello Spirito Santo i tuoi doni di grazia, portando a compimento il mistero pasquale e anticipando al popolo dei credenti le primizie dell’eredità eterna, che sono chiamati a condividere con Cristo redentore. Così diviene tanto più certa la loro fiducia di incontrarsi con lui nella gloria, quanto più chiara è per essi la coscienza del loro riscatto, e l’esperienza dello Spirito è più inebriante e più viva. Riconoscenti e ammirati per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode.

2. La Messa “nel giorno”

Il Lezionario

    Viene proclamata come Lettura: Atti degli Apostoli 2,1-11 che riporta la narrazione “storica” dell’evento della venuta dello Spirito sui discepoli riuniti “nello stesso luogo”; Salmo 103; l’Epistola è presa da 1Corinzi 12,1-11 nella quale l’Apostolo evidenzia il ruolo dello Spirito Santo nella crescita della fede e del “bene comune” con la varietà dei doni “carismatici”. Il Vangelo è preso da Giovanni 14,15-20:

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: 15«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».


Commento liturgico-pastorale

    Risalta, nel testo evangelico, la promessa fatta da Gesù che sta per lasciare questo mondo e tornare al Padre, di ottenere da lui l’invio di “un altro Paràclito” (v 16), allusione allo Spirito Santo effuso dal Signore crocifisso e risorto come “il dono” della sua Pasqua. Come dice il termine Paràclito, lo Spirito viene donato con il compito di stare per sempre con la comunità dei discepoli (v 16) e, dunque, di assisterla e di proteggerla. Essendo inoltre lo “Spirito della verità” (v 17) ha pure il compito di tenere viva la Parola di rivelazione e di attualizzare l’opera salvifica compiuta da Gesù nella sua Pasqua. Il Signore, però, sembra legare l’invio dello Spirito Paràclito all’effettiva testimonianza di amore che egli si attende dalla sua comunità e che consiste nell’osservanza dei suoi comandamenti (v 15) tutti riassunti, come sappiamo, nel precetto dell’amore vicendevole. La Chiesa, la comunità del Signore, unita nella carità è il luogo dove dimora e agisce lo Spirito dono del Signore risorto.

La preghiera liturgica

Prefazio

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di infinita potenza, e allietarci in questo giorno solenne, che, nel numero sacro e profetico, ricorda arcanamente la raggiunta pienezza del mistero pasquale. Oggi la confusione che la superbia aveva portato agli uomini è ricomposta in unità dallo Spirito Santo. Oggi gli apostoli, al fragore improvviso che viene dal cielo, accolgono la professione di un’unica fede e, con diversi linguaggi, a tutte le genti annunziano la gloria del tuo Vangelo di salvezza. Per questa effusione dello Spirito esulta la Chiesa, ardente di riconoscenza e d’amore, e, unendo la sua voce di sposa al coro senza fine del cielo, eleva a te, o Padre, con tutte le creature felici il suo inno di lode.

3. La Messa “per i battezzati”

    Sono previsti, nel Messale ambrosiano, due formulari a scelta per tale celebrazione utilizzabili anche fuori del tempo pasquale, mentre il Lezionario propone un unico schema di lezioni bibliche.

Il Lezionario

    La Lettura è presa dal libro degli Atti degli Apostoli 3,1-8 e narra la guarigione dello storpio compiuta, da Pietro e Giovanni nel Tempio, con l’invocazione del “nome” di Gesù Cristo; Salmo 67; nell’Epistola: 1Corinzi 2,9-16 l’Apostolo afferma che lo Spirito conoscendo “anche la profondità di Dio” ci rivela i doni destinati a noi da Dio; Vangelo: Giovanni 3,1-13 riporta il dialogo tra Gesù e Nicodemo “uno dei capi dei Giudei”, con al centro le parole di rivelazione: «se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio».

La preghiera liturgica

Prefazio

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Oggi celebriamo l’effusione dello Spirito che agli esordi della Chiesa portò l’intelligenza dei misteri divini e la parola di verità per tutte le genti. Egli elargisce agli uomini doni diversi, ma con la varietà delle grazie serba il tuo popolo nell’unità dell’amore. Egli ispira ai predicatori del Vangelo di Cristo la molteplicità di linguaggi ed è la fonte dell’unico annuncio e dell’unica fede. Rinnovata da questo tuo Spirito, esulta di gioia ineffabile tutta la terra e gli angeli inneggiano in cielo, senza fine cantando la tua gloria. (Secondo formulario della Messa “per i battezzati”).


21 maggio 2010

 
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