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venerdì 23 febbraio 2024
 

Domenica 16 aprile 2023 - II di Pasqua o della Divina Misericordia

Una settimana dopo la Pasqua del Signore, la liturgia della Parola ci propone il passo del Vangelo legato all’apostolo Tommaso, colui che inizialmente non crede alla testimonianza degli altri dieci riguardo il presentarsi del Risorto in mezzo a loro. La reazione di Tommaso di fronte alla gioia degli altri discepoli, che gli dicono: «Abbiamo visto il Signore!», è fredda e, quasi, distaccata: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Potremmo dire che è opposta rispetto la risposta dei dodici al momento della chiamata iniziale da parte di Gesù. Le parole di Tommaso sono parole di chi ha dimenticato cosa vuol dire avere fede e si approccia alla realtà semplicemente attraverso uno sguardo scientifico. Di fronte a tale rigidità il Signore non resta scandalizzato, ma va incontro a chi ha smarrito la fede per riaccenderla nella sua vita: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Quando la fede si spegne nella nostra vita, diventiamo incapaci di riconoscere la presenza di Dio accanto a noi e l’esistenza dei segni che ci testimoniano la sua cura nei confronti di ogni uomo. L’assenza di fede ci priva del dono più grande che il Signore ci fa: la salvezza. Quando l’uomo chiude la porta alla fede e si affida solo alla scienza, non aumenta gli strumenti per conoscere la realtà e illuminare la sua vita, ma piuttosto esclude una luce che può orientare e guidare nella conoscenza.

Se permettiamo al Signore di venirci incontro, Egli non ci abbandona nei momenti di crisi della nostra fede, ma piuttosto ci aiuta a ritrovarla, a tornare capaci di percepire la sua presenza ed il suo affetto. La sfida è nel non chiudersi completamente nei momenti di crisi, nei quali i dubbi si moltiplicano e le risposte possibili sembrano essere solo quelle costruite dall’uomo. San Paolo, nella seconda lettura, ci mette in guardia: «Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo».

Nel tempo che viviamo, sommersi da mille voci discordanti, che desiderano essere come il canto delle sirene nell’opera omerica, sono molte le persone o le aziende che cercano di attirarci a sé e farci credere nella loro verità, allontanandoci sempre più dall’Unico che è via, verità e vita. Sono i grandi promotori di facili risposte e dispensatori di certezze, che si rivelano inconsistenti non appena ampli il tuo sguardo. La fede non ci vuole privare di nulla, anzi ci vuole aiutare a riconoscere la Verità dalle verità create dall’uomo. 

Sentiamo rivolte anche a noi le parole che il Risorto dice a Tommaso: «Non essere incredulo, ma credente». Sono parole dette con l’intonazione di chi si prende cura di noi, non di chi vuole semplicemente rimproverarci. Non priviamoci dell’aiuto della fede, non limitiamo il reale al conoscibile, perché uno dei più forti motori che da senso alla nostra esistenza, l’amore, è tutt’altro che rappresentabile attraverso una formula scientifica.


13 aprile 2023

 
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