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lunedì 04 marzo 2024
 

Domenica 16 luglio 2023 - VII dopo Pentecoste

La domanda che dà avvio al brano di Vangelo di questa domenica potrebbe essere tradotta in questo modo: la salvezza è per una ristretta cerchia di persone? È esclusiva o inclusiva? Solo una lettura distratta della risposta di Gesù farebbe credere che la salvezza è per pochi eletti, come se fosse un party esclusivo per pochi con tanto di selezione all’ingresso. In realtà non dice nulla di ciò il Signore. «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno», queste sono le parole che vengono dette al tale che interpella Gesù sulla salvezza.

La porta è stretta, non vuol dire che c’è la selezione all’ingresso, non vuol dire che se non hai una sorta di invito esclusivo, allora resti fuori. Neppure la seconda parte della frase, relativa al fatto che molti cercheranno di entrare ma resteranno fuori, implica una selezione. Chi cerca di entrare ma resta fuori può essere che non si sia impegnato abbastanza, che si sia stufato della coda e abbia abbandonato l’impresa. Le dimensioni ristrette della porta costringono a fare una scelta ben precisa per non sbagliare ingresso, costringono a ritmi pacati e ingressi scaglionati, dalla porta stretta si entra uno alla volta, per libera scelta e costante impegno, non trascinati dalla massa. La porta stretta implica un impegno vero e continuo per essere varcata, non basta un’intuizione o un desiderio passeggero.

La salvezza non è esclusiva, ma è pienamente inclusiva, così come è profondamente esigente. Non si professa la fede con le sole parole, non bastano i buoni propositi e le preghiere ripetute a menadito. Serve essere operatori di giustizia, incarnare con il proprio vissuto ciò che professiamo e il Signore ci ha insegnato. Essere cristiani allora è impegnarsi ogni singolo giorno in nome della nostra fede, perché si possa alla fine entrare per quella porta stretta che ci ha indicato il Figlio stesso.

Sulla inclusività della salvezza ci forniscono un chiaro indizio queste parole: «Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio». Non si limita la salvezza a un ristretto popolo di eletti, ma la si ampia a tutti coloro che sceglieranno di accoglierla nella loro vita, a prescindere dalla loro provenienza.

Chi si sente arrivato sarà escluso e chi si pensa escluso scoprirà di essere accolto, così potremmo tradurre: «Vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi». Tutto questo è la bellezza straordinaria della salvezza che ci ha donato Dio, testimoniata da suo Figlio. Tutto questo ci deve far gioire e rafforzare nel vivere la nostra fede, per il dono straordinario che abbiamo ricevuto.

Iniziamo a scegliere oggi di desiderare entrare per la porta stretta, sforziamoci ogni giorno, senza lasciarci sconfortare dal tempo che implica la conversione, dalle cadute lungo il cammino, dalla costanza necessaria, perché, finché il nostro desiderio sarà accompagnato da un impegno sincero, quella piccola porta resterà aperta anche per noi.


13 luglio 2023

 
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