logo san paolo
lunedì 06 dicembre 2021
 
Rito ambrosiano Aggiornamenti rss Padre Giulio Michelini

Domenica 16 maggio - Domenica dopo l'Ascensione - VII domenica di Pasqua

Riprende la lettura del vangelo secondo Giovanni, al capitolo diciassettesimo, da dove si era interrotta domenica 2 maggio. Già in quell’occasione ricordavamo che le parole di Gesù lì pronunciate sono l’ultima parte del suo discorso d’addio, e compongono quella che è chiamata “la preghiera di Gesù” o “la preghiera per l’unità”.

Il cuore di questa preghiera è al versetto 11: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi». Si sente qui la profonda unità tra il Figlio e il Padre, che sono legati al punto da essere “uno”. Il «mondo» – il termine che descrive l’opposizione a Dio – però non comprende l’unità tra Gesù e il Padre, perché non vede in Gesù la Parola che si è fatta carne. Da qui la persecuzione per i discepoli, che viene dal Maligno.

Ecco perché il Maestro domanda che i discepoli siano custoditi: «Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno». La traduzione «Maligno» non è scontata, e presenta le stesse difficoltà che si trovano a riguardo dell’ultima petizione del “Padre nostro” nella versione di Matteo 6,13, quando diciamo «liberaci dal male». Fin dall’antichità si discute se con queste parole si debba intendere il male in senso generico, oppure il Maligno, come la traduzione della CEI prevede per il vangelo di oggi.

Papa Francesco nella sua Esortazione Gaudete et exsultate invita a non sottovalutare la potenza del diavolo, che non può essere considerato un mito: «Di fatto, quando Gesù ci ha lasciato il “Padre Nostro” ha voluto che terminiamo chiedendo al Padre che ci liberi dal Maligno. L’espressione che lì si utilizza non si riferisce al male in astratto e la sua traduzione più precisa è “il Maligno”. Indica un essere personale che ci tormenta. Gesù ci ha insegnato a chiedere ogni giorno questa liberazione perché il suo potere non ci domini».

La situazione della “preghiera per l’unità” nel vangelo di oggi è simile a quella a cui si riferisce il Papa, e infatti diversi esegeti pensano che Gesù domandi al Padre di custodire i suoi discepoli non tanto dal male in astratto, ma da un’essenza personificata, il “signore di questo mondo” (cf. Giovanni 12,31; 14,30; 16,11): «Gesù chiede al Padre di assistere i discepoli perché non soccombano nella lotta impari con il Maligno, che metterà in moto i suoi artifici per strapparli dal legame con Cristo e con il Padre» (Renzo Infante).

Il vangelo di Giovanni e il Magistero di papa Francesco ci dicono che la vita cristiana comporta anche una lotta, e questo permette di riscoprire il nostro battesimo, in particolare attraverso l’orazione di esorcismo che viene pronunciata sui battezzandi, e l’unzione con l’olio dei catecumeni, che ricorda l’olio che i gladiatori nell’antichità si cospargevano sul corpo per sfuggire alla presa del nemico.

Nel battesimo ricevuto, e nella certezza dell’efficacia della preghiera di Gesù, troviamo anche noi la forza per le nostre lotte quotidiane contro il male e il Maligno.


13 maggio 2021

 
Pubblicità
Edicola San Paolo