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martedì 27 febbraio 2024
 

Domenica 27 agosto 2023 - Domenica che precede il martirio di San Giovanni il precursore

Il passo di Vangelo di questa domenica è uno dei tanti nei quali c’è qualcuno che cerca di cogliere in fallo Gesù attraverso una sorta di domanda trabocchetto, alla cui risposta non si è seriamente interessati oppure la si conosce già. In questo caso la questione ha a che fare con i tributi che si è chiamati a pagare: «È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Dalla risposta offerta da Gesù comprendiamo come non si debba sfruttare la Legge (che ordinava le relazioni tra gli uomini e Dio) per andare contro la legge (che normava gli aspetti pratici della società). Non si tratta di avere soggezione o meno di qualcuno, né tantomeno di non guardare in faccia a nessuno, quanto piuttosto di rispettare le norme che regolano il vissuto tra gli uomini. Essere uomini e donne di fede non vuol dire sentirsi autorizzati a eludere le norme della società, queste vanno rispettate con onestà. «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». Gesù, quindi, insegna ai presenti l’importanza di non mischiare i diversi piani della nostra vita, non sfruttare mai Dio e la fede in maniera impropria. Nella sua semplicità e schiettezza, questo brano di Vangelo è un monito anche per noi, per verificare la nostra relazione con le regole che normano la società odierna e la nostra capacità di essere onesti nel rispettarle. Troppo spesso si è dato più peso ad altri peccati, decretando silenziosamente che le tasse e gli altri impegni fiscali potessero essere questione di secondo piano. La gravità di un peccato non deve mai diventare scusa per abbassare l’attenzione sugli altri. San Paolo nella seconda lettura ci mette in guardia sulle tentazioni del diavolo, sulla battaglia che dobbiamo affrontare «contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso». Una delle manifestazioni del maligno è la corruzione e l’evasione fiscale, il decretarsi superiori alla legge e iniziare a cercare il modo più furbo per raggirarla. Pensare semplicemente al proprio risparmio dimenticandosi le conseguenze delle nostre azioni sulle spalle della comunità. I componenti dell’armatura di Dio che ci viene suggerito di indossare sono: la verità, la giustizia e la pace. Essere cristiani è diventare testimoni e promotori di queste tre virtù, difenderle con ogni singolo gesto e non dimenticare che solo attraverso l’impegno di tutti, nessuno escluso, sarà possibile la loro piena realizzazione. Le armi da utilizzare nella battaglia sono: la fede, la salvezza, lo Spirito e la parola di Dio. La fede da ravvivare giorno dopo giorno; la salvezza che ci può essere solo donata; lo Spirito che dobbiamo lasciare agire nella nostra vita; la Parola che bisogna accogliere e non solo ascoltare. Chiediamo al Signore di guidarci nella lotta che affrontiamo ogni giorno, non smettiamo mai di sentirci in cammino e bisognosi del suo sostegno per non cadere in tentazione, come scrive san Paolo agli Efesini: la nostra preghiera sia incessante e il nostro vegliare sia costante.


24 agosto 2023

 
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