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giovedì 30 maggio 2024
 

Domenica 28 gennaio 2024 - Santa Famiglia

Un versetto tratto dalla seconda lettura della liturgia della solennità della Santa Famiglia introduce bene l’episodio del ritrovamento di Gesù tra i dottori del Tempio che Luca inserisce a conclusione delle sue narrazioni sull’infanzia: «Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio» (Ebrei 2,17).

In primo piano, anche se il tempo natalizio è ormai lontano, c’è ancora il tema dell’Incarnazione. Il Figlio di Dio ha solidarizzato integralmente con l’umanità, disponendosi a vivere pienamente le circostanze cha caratterizzano e segnano la condizione di ciascun uomo e donna. Questa profonda esperienza dell’umano è ciò che lo mette nelle condizioni di mediare in modo affidabile e credibile il mistero di Dio. Parte di ciò è pure la fatica e bellezza di crescere, di imparare, di scegliere la strada da percorre, di misurarsi con i riferimenti adulti. Nel brano di Luca troviamo un esempio mirabile di come il percorso umano e la comprensione del mistero di Dio in Gesù si sposino in modo unico proprio nel suo cammino evolutivo.

La famiglia di Nazaret compie un pellegrinaggio a Gerusalemme e il figlio si trova con loro. Ha dodici anni, non è un bambino, ma Luca ha tutt’altro che l’intenzione di mostrarcelo come adulto. Si tratta di un ragazzo che ancora non ha – e non può avere – la sapienza e la conoscenza della Legge e dei Profeti di un uomo fatto. Se nel viaggio d’andata appare come docilmente sottomesso ai suoi, nel momento della partenza, ecco una decisione presa in piena autonomia e attuata all’insaputa dei suoi: resta a Gerusalemme. Maria e Giuseppe lo ritrovano nel Tempio impegnato in una disputa da pari grado con i maestri della Legge.

Luca, riprendendo l’usanza delle biografie antiche, evidenzia le doti straordinarie del giovane mostrandone la sorprendente intelligenza. Ma non si tratta di semplice acume. L’espressione usata da Luca indica infatti una sapienza nutrita dalla fede, quella sapienza che si riceve da Dio nel conformarsi alla sua volontà. Il sacrosanto rimprovero dei genitori riceve per tutta risposta una replica insolente e orgogliosa come solo quelle degli adolescenti sanno essere.

Luca non teme dunque di presentare un Gesù in piena crescita nell’atto di esplorare la propria autonomia e impegnato nel cercare di comprendere quale sia la giusta strada per compiere la volontà del Padre. Al contempo, lo descrive come depositario di una intelligenza unica carica della sapienza di Dio, mostrando come Costui si manifesti per vie spesso sorprendenti. Se non bastasse il racconto lucano, a rafforzare il concetto c’è la profezia di Isaia da cui è tratta la prima lettura, che racconta la salvezza dell’Israele esiliato per mano di Ciro, sovrano straniero che riscatterà il popolo per conto di Dio. La salvezza da una mano inattesa, una sapienza da una bocca troppo giovane: le strade della salvezza seguono certo le vicende umane ma sempre in modo sorprendente.


25 gennaio 2024

 
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