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mercoledì 30 novembre 2022
 

Domenica 30 gennaio 2022 - Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe - Festa

Il ritornello al Salmo, «Beato l’uomo che teme il Signore», conferisce la tonalità al lezionario della Santa Famiglia di Nazaret, che culmina con la figura di Giuseppe, lo sposo di Maria. Giuseppe è come i patriarchi e i profeti di cui si parla nel Siracide – la lettura dal Primo Testamento – e viene descritto come un uomo mite e prudente, aperto alla volontà di Dio.
Questa si rivela a Giuseppe attraverso i sogni, come i due narrati nella pagina odierna. Anche i due sogni precedenti di Giuseppe sono molto importanti: il primo lo esortava a prendere con sé Maria, sua fidanzata, nonostante fosse incinta e dovesse essere ripudiata; il secondo darà invece l’avvio a quella migrazione che porterà la Santa Famiglia da Betlemme in Egitto.
Nel racconto della fuga da Erode, che attentava alla vita del bambino Gesù, ci sono i tratti di volti di uomini e donne che riconosciamo facilmente. Uno è quello dei perseguitati di Israele, prima schiavi in Egitto e poi 
esiliati in Babilonia. Ma nei volti di questa piccola famiglia di migranti – Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù – ci sono i volti di tutti i migranti della storia, soprattutto quelli di oggi, e le sofferenze delle migliaia di giovani famiglie che cercano libertà o lavoro, e che vengono fermate alle frontiere dell’Europa o degli Stati Uniti. 
Queste migrazioni non sono viaggi di piacere, ma – come ha ricordato più volte il Papa – il risultato di ingiustizie e prevaricazioni: nessuno si sposterebbe mai dalla propria casa, lasciando tutto, come fecero Giuseppe e Maria, se questo non fosse necessario. Come Giuseppe è fuggito in Egitto per salvare il figlio e sua madre, così quelli che intraprendono pericolosi viaggi per terra o nel Mediterraneo, lo fanno per trovare la vita.
Dall’Egitto però Giuseppe deve tornare, vincendo le paure che lo assalgono dopo aver sentito che, morto Erode, suo figlio Archelao (che aveva ereditato la Giudea e la Samaria), era altrettanto pericoloso come il padre. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio registra, a riguardo, alcune notizie interessanti: la prima è che Archelao fu esiliato in Gallia, nel 6 d.C., a causa «della sua crudeltà e tirannia». La seconda descrive un sogno, che però gli indovini non riuscivano a interpretare, che l’etnarca della Giudea fece: dieci spighe di grano mature divorate dai buoi. Sta di fatto che esattamente dopo dieci anni dal suo insediamento, Archelao venne deposto dall’imperatore Augusto.
E così torniamo ai sogni. Nella Bibbia i sogni sono importanti, e di questi sono protagonisti patriarchi come Giacobbe, e soprattutto suo figlio Giuseppe, il “signore dei sogni” deportato in Egitto. Sono un modo debole di rivelazione divina, ma non hanno nulla a che fare con le tradizioni oniromantiche pagane, o con la “smorfia”: terminata la profezia, Dio parla umilmente a chi lo vuole ascoltare.
Maria ha accolto la voce dell’angelo Gabriele, Giuseppe quella dell’angelo dei suoi sogni, e in questo modo è nata e viene salvata la loro famiglia. Che il sogno di Dio protegga tutte le famiglie della terra. Amen


27 gennaio 2022

 
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