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Domenica 5 giugno 2022 - Domenica di Pentecoste

La festa di Pentecoste era inizialmente una festa agricola, quella del raccolto, con la quale le tribù di Israele, salendo in pellegrinaggio a Gerusalemme, ringraziavano Dio per il dono del grano e dell’orzo, secondo quanto previsto dal libro del Levitico (23,15-16).
In qualche momento della storia d’Israele tale festa divenne meno importante per il carattere legato al ciclo naturale, e fu connessa all’esodo dall’Egitto: la parola “Pentecoste”, un prestito dal greco che significa “cinquantesimo”, sottintendeva il termine “giorno” e si riferiva ai cinquanta giorni trascorsi dalla Pasqua. Mentre però la Pasqua celebrava il “passaggio” (dell’angelo della morte, che risparmiava gli ebrei in Egitto, come anche il passaggio del Mar Rosso), Pentecoste divenne piuttosto la memoria di ciò che accadde dopo la liberazione dalla schiavitù, nel deserto del Sinai. Secondo quanto scritto nel libro dell’Esodo, al capitolo 19, lì ebbe luogo la stipulazione dell’alleanza tra Israele e Dio, con l’accoglienza da parte del popolo del dono della Legge.
Già al tempo di Gesù, allora, tale festa celebrava il giorno in cui fu donata la Torah, e qualche traccia di queste tradizioni si ritrova anche nel libro degli Atti: il fragore, il vento, il rumore, il fuoco richiamano la manifestazione di Dio sul monte Sinai, quando Mosè ricevette la Legge.
La comunità dei discepoli di Gesù, radunata per celebrare la Pentecoste giudaica, riceve, in quello stesso giorno, un altro dono, lo Spirito Santo. Preannunciato dai profeti, manifesterà la sua forza con quegli uomini e quelle donne chiusi in un cenacolo, e che da allora in avanti annunceranno che Gesù è risorto e vivo. È grazie allo stesso Spirito che ancora oggi la Chiesa si riunisce per celebrare quel mistero; dallo stesso Spirito i credenti ricevono la forza di proclamarlo, come quando – facendo memoria di un altro momento nel cenacolo – nella Messa annunciano la sua morte, e proclamano la sua risurrezione, fino al giorno in cui egli tornerà.
Se lo Spirito è stato donato, Gesù ha mantenuto la sua promessa. Il vangelo di Giovanni insiste su questo, riportando le parole di Gesù all’ultima Cena: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità…».
Gli effetti del dono dello Spirito a Pentecoste si mostreranno però non solo una volta, per i membri della comunità di Gerusalemme, in un evento singolare rimasto impresso nella memoria di quanti l’hanno vissuto; i doni dello Spirito sono ancora attuali, e vengono dati abbondantemente a tutti, perché «a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune».
Le implicazioni di quanto insegna Paolo sono importanti per la nostra vita: nessuno può tirarsi fuori, o svalutarsi, o credere di non valere niente, perché l’unico e medesimo Spirito distribuisce i suoi doni «a ciascuno come vuole» (1Corinzi 12,11). Il Crocifisso Risorto dona ancora ai fedeli il suo Spirito, e in questa solennità lo invochiamo perché venga riversato anche su di noi.


02 giugno 2022

 
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