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Domenica 7 novembre 2021 - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo (solennità)

Questa domenica si chiude l’anno liturgico con la solennità di Cristo Re, o, meglio, di «Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo», istituita l’11 dicembre 1925 da Papa Pio XI con l’enciclica Quam primas, mediante la quale si denunciava il “laicismo”. Quella «peste della nostra età» – scriveva il Papa – escludeva Dio dalla società, e così, al termine dell’Anno Santo del 1925, si affermava che era il tempo di «onorare con una festa speciale Cristo, quale Re di tutto il genere umano».

Gesù però è un re diverso da tutti i regnanti del mondo: il suo trono, infatti è quello della croce. È un monarca deriso da tutti, come si legge nella pagina del Vangelo. Si tratta di un’occasione straordinaria. Ci viene infatti proposto di ascoltare, nella versione di Luca, il resoconto della crocifissione di Cristo: l’unica altra volta che verrà proclamato, nel prossimo anno liturgico, sarà durante la Settimana autentica, quando se ne leggerà la versione secondo Matteo, il Venerdì santo.

Riflettiamo. Il lezionario avrebbe potuto selezionare anche altri brani per sottolineare l’idea della regalità di Cristo: per esempio, l’ingresso a Gerusalemme, quando ancora il Gesù di Luca viene proprio proclamato re. È scendendo dal monte degli Ulivi, infatti, che le folle dei discepoli, pieni di gioia, lodando Dio dicevano «Benedetto colui che viene, il re nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!» (Luca 19,38).

La liturgia però ha fatto un’altra scelta, che ci disorienta ma che è ben motivata. Infatti, la parola «re» riferita a Cristo si trova con maggiore frequenza proprio nei racconti della Passione. Impariamo così che affermare la regalità di Cristo – credere e dire che Cristo è re – non è affatto scontato: davanti ai nostri occhi, piuttosto, a regnare in questo mondo ci sono altri poteri, che non sempre guardano al bene comune, e spesso cercano solo il proprio interesse.

Il re che è Cristo, invece, anche dalla croce vuole solo salvare gli altri. Con le poche parole che ancora può pronunciare, dice a colui che muore accanto a lui: «Oggi sarai con me in paradiso». Ma quale salvezza può offrire un Crocifisso? Una salvezza non apparente, che però tocca l’intera vita del malfattore in croce con lui. È la liberazione dai suoi peccati, ma anche la promessa di farlo entrare nell’unico regno che dura per sempre.

La festa di oggi, allora, ci viene in soccorso per rimettere le cose nel giusto ordine, per aiutarci ad avere una visione della vita e della storia tipicamente cristiana. Anche se tutto intorno a noi si agita, e cambiano i re, i governi e i potenti; anche se quanto accade nel mondo a volte ci spaventa, noi cristiani sappiamo che a tenere le redini della storia è, misteriosamente, la Provvidenza di Dio. Anzi, proprio nei momenti in cui la realtà sembra negare la presenza di Dio (magari col “laicismo” di cui scriveva un Papa), i cristiani hanno Cristo che insegna come funzionano le cose, con la regalità esercitata da lui tra le pieghe della storia.


04 novembre 2021

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