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giovedì 09 dicembre 2021
 
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Domenica 9 maggio 2021 - VI domenica di Pasqua

Il  Vangelo di questa domenica è tratto ancora una volta dalla sezione del Quarto vangelo che va dal capitolo tredicesimo al diciassettesimo, e che riporta le parole pronunciate da Gesù durante la sua ultima Cena. È l’annuncio della venuta dello Spirito Santo, chiamato qui “Paràclito”.

Gesù parla del Paràclito per quattro volte durante la sua cena (14,16.26; 15,26; 16,7), usando una parola che ricorre solo in questo Vangelo e nella Prima lettera di Giovanni (2,1) e che alla lettera signiŠfica “colui che è chiamato accanto”. Lo Spirito è dunque un avvocato o un consolatore che presta soccorso specialmente in caso di giudizio, prima dando testimonianza a Gesù nei confronti del mondo («egli darà testimonianza di me»), e poi difendendo i discepoli, che così grazie alla sua forza potranno dare ugualmente testimonianza. Gesù, infatti, avvisa quelli che sono a tavola con lui che essi e i discepoli che verranno dopo saranno perseguitati.

Se Gesù sta parlando in questa cena della sua «ora», anche per i discepoli verrà l’«ora» della prova, quella contrassegnata da una reazione da parte della sinagoga. Per parlare di tale misura che verrà messa in atto dalle autorità giudaiche, Gesù usa un aggettivo che ricorre solo un’altra volta nel Nuovo Testamento, e descrive la ragione per cui i genitori dell’uomo nato cieco e guarito da Gesù (9,22) hanno paura di essere «allontanati dalla sinagoga» (aposynagógous). Non sappiamo cosa ciò di preciso comportasse – per il cieco nato o i suoi genitori, e ora per i discepoli – ma sembra trattarsi di una censura importante da parte di coloro che si sentivano minacciati da Gesù e dai discepoli, e paragonabile alla beatitudine di coloro che, nel Discorso della montagna, saranno «insultati e perseguitati» a causa di Gesù (Matteo 5,11).

Lo Spirito, che il Cristo donerà ai discepoli, accorrerà però in loro aiuto. Per descriverne l’azione, Gesù usa ancora una volta un’espressione caratteristica di questo Vangelo, «Spirito della verità», che compare per la prima volta in Giovanni 14,17, e richiama la rivelazione compiuta da Dio in Gesù Cristo. Lo Spirito, che guiderà i discepoli «a tutta la verità» (vedi 16,13), conforterà i discepoli e ricorderà loro quanto Gesù ha insegnato, permettendone una comprensione completa.

Non è diffi›cile vedere realizzate le parole di Gesù nelle vicende della Chiesa, come quelle riportate dalla lettura dagli Atti degli Apostoli. Da ormai due anni è iniziata a Gerusalemme la cosiddetta “passione di Paolo”, arrestato come Gesù per falsa testimonianza, ma processato regolarmente, perché cittadino romano, e Šfinalmente ascoltato da re Agrippa a Cesarea Marittima. Mentre poteva essere liberato, Paolo chiede di comparire davanti all’imperatore, al quale ha fatto ricorso. Il re vede tutto questo come incomprensibile («Quest’uomo poteva essere rimesso in libertà, se non si fosse appellato a Cesare»; 26,32), ma attraverso il quarto e ultimo viaggio missionario dell’Apostolo, la Parola della verità compie la sua corsa Šfino a Roma.


06 maggio 2021

 
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