logo san paolo
mercoledì 23 settembre 2020
 

I DOMENICA DOPO PENTECOSTE - 7 GIUGNO

La festa della Santissima Trinità segue immediatamente la domenica di Pentecoste e in un certo senso ci aiuta a coglierne il significato e le grazie. Sia le parole di san Paolo ai Romani che il vangelo di Giovanni ci offrono come due piste, perché il dono dello Spirito Santo porti in noi il frutto sperato. Anzitutto le parole di Paolo ci ricordano che lo Spirito ci è donato anzitutto per guidarci, orientarci nelle scelte, nel discernere il bene: «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono gli di Dio». Dobbiamo però ricordare che lo Spirito Santo in noi non agisce in modo automatico, ma sempre fa appello alla nostra libertà, cioè non agisce come un farmaco che una volta assunto produce effetti sul nostro organismo, ma opera rispettando e sollecitando la nostra intelligenza e la nostra volontà.

Potremmo parlare dunque di ispirazione, cioè di uno stimolo interiore, o di quella che più banalmente chiamiamo un’idea, che a‰ffiora in noi come indicazione o luce dello Spirito di Dio. Spetta poi a noi, alla nostra volontà e alla nostra disponibilità, di darle ascolto e, - dandoci, di operare secondo quella stessa ispirazione. È in questo senso che dobbiamo intendere il discernimento spirituale o, come direbbe sant’Ignazio, il discernimento degli spiriti, cioè delle ispirazioni interiori, per comprendere se vengono da Dio o dal nostro “nemico”. Ciò che ci spinge a dare ascolto alle ispirazioni di Dio è la consapevolezza di essere gli di Dio, cioè da lui generati e amati come figli. Questa certezza fa nascere in noi un “grido” interiore, per chiamare Dio col nome di Padre: «Gridiamo Abbà! Padre». Il termine abbà, nella lingua ebraica, è il modo aettuoso e condenziale con cui il bambino si rivolge al genitore chiamandolo papà.

Questa fiducia inoltre è in grado di scacciare in noi ogni paura, perché davanti al Padre celeste non ci sentiamo schiavi ma figli: lo schiavo ha paura del suo padrone, il figlio invece sa di essere guardato con amore. Questo aspetto dell’essere figli e non schiavi è richiamato anche dalla prima lettura della liturgia di oggi, cioè la chiamata di Mosè per liberare il popolo di Israele dalla schiavitù d’Egitto.

Il vangelo di Giovanni infine, ci riporta le parole del Signore Gesù che contengono la promessa dello Spirito ai discepoli: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità». Di quale verità si tratta? Ciò di cui i discepoli non sono ancora in grado di portare il peso, è anzitutto la verità di Dio, che si rivelerà nell’apparente scacco della passione: un Dio che vince il male attraverso l’abbassamento del Figlio. Inoltre, proprio la passione metterà in evidenza la fragilità dei discepoli, dunque la verità del loro limite e del loro peccato, ma proprio questo sarà il frutto della Pasqua, cioè la vita nuova e il perdono dei peccati. Dunque in questa festa della Trinità, ci appare in tutta la sua profondità il mistero di Dio che il Figlio ci rivela: nel dono dello Spirito in noi, gli occhi della fede possono contemplare il volto di Dio come Abbà, Padre.


04 giugno 2020

Tag:
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 0,00 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%