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domenica 02 ottobre 2022
 
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(AAVV)

«Napoli convertiti, cammina sulle vie della pace»

Monsignor Domenico Battaglia, 59 anni, arcivescovo di Napoli. Foto Ansa.
Monsignor Domenico Battaglia, 59 anni, arcivescovo di Napoli. Foto Ansa.

“Non possiamo attendere quaranta giorni per sentire la musica festosa delle campane e il risuonare del “Gloria” per le strade della nostra città. Quest’anno la Pasqua deve venire prima. Deve venire adesso”. Lo sguardo dell'arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia che pronuncia con forza e decisione queste parole, è stanco. È stanco di vedere troppo dolore che ‘segna le sorti di tutta la terra e che si chiama guerra’. E chiede di fare presto per l’Ucraina. Perché non c’è più tempo. Non c’è mai stato per la guerra e allora Napoli deve dimostrare di saper fare la pace. Una frase che va presa nella sua accezione più elementare e genuina come quella che si utilizza nel linguaggio dei bambini. È questa l’unica possibilità per una ‘conversione’ che chiede Monsignor Mimmo Battaglia da Napoli. La conversione di chi ancora non è capace di “portare lo sguardo oltre, oltre la disperazione, oltre la croce per arrivare a chiedere la Pace - scrive il Vescovo nella sua prima lettera di Quaresima -. Pace su ogni conflitto, da quelli piccoli che feriscono le nostre famiglie a quelli più ingenti, quelli che attirano l’attenzione internazionale, ma che altro non sono che un incessante accumulo di quotidiane tensioni: crescono e gradualmente si fanno guerra”.

Lo sguardo di Monsignor Battaglia adesso si posa sulle famiglie napoletane che, ne è sicuro, saranno da esempio per la pace e l’accoglienza. Èd è proprio a loro che chiede di non essere timidi nel mostrare amore e solidarietà affinché le famiglie ucraine non vengano sparpagliate nei centri dedicati all’accoglienza. “Chiedo che il vostro dolore per la situazione attuale non manchi di concretizzarsi in gesti visibili di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino. Aprite le porte a questo Cristo povero che arriva a voi dall’est! Chi ha una stanza la metta a disposizione di uomini, donne e bambini. Se potete, non permettete che le famiglie siano separate”. Il desiderio di monsignor Battaglia è quello di riuscire a godere della pienezza dell’annuncio Pasquale già sul principio del cammino quaresimale. E “per tale ragione, contravvenendo alla norma, chiedo ai fratelli sacerdoti di suonare le campane a festa nel giorno del cessate il fuoco, di dare un segno “prepasquale” quando il conflitto sarà terminato. La cessazione di questa guerra diventi per noi monito di speranza per la definitiva conclusione di ogni inutile spreco di sangue, in ogni luogo, in ogni tempo”. Il riscatto dei peccati dell’umanità passa per questa speranza

Maria Elefante


06 marzo 2022

 
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