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mercoledì 29 giugno 2022
 
50 parole greche del Nuovo Testamento Aggiornamenti rss Gianfranco Ravasi
Cardinale arcivescovo e biblista

SÔTÊRÍA: salvezza

Attorno alla parola «salvezza» – che è al centro di tutte le religioni – si dispongono quasi come in una  costellazione tanti altri termini ad essa collegati: redenzione, perdono, espiazione, riconciliazione, grazia,  conversione, rinascita, giustizia, vita eterna e così via. È, quindi, importante collocare questo tema anche  all’interno del minivocabolario di greco del Nuovo Testamento che stiamo ormai da tempo allestendo.

Si  pensi che la radice che è alla base di questo concetto e che ha come riferimento il verbo sôzô, «salvare»,  anche nelle sue variazioni (salvezza, salvatore) ricorre ben 192 volte nel solo Nuovo Testamento. Ma la  presenza del tema, attraverso la radice verbale ebraica jsh‘, è già rilevante nell’Antico Testamento ed è  alla base anche di nomi importanti come Giosuè, Giosia, Isaia, Osea.

Sappiamo poi che quella stessa  radice è la sostanza del nome Gesù, come ricorda l’angelo a Giuseppe: «Lo chiamerai Gesù: egli infatti  salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Matteo 1,21). Il verbo ebraico in questione sopra citato, nel suo  significato primario, indicava l’allargarsi dello spazio vitale e quindi era spesso l’equivalente per esprimere  la vittoria da un’oppressione. Non per nulla il grande atto di salvezza-liberazione che il Signore compie nei  confronti di Israele è l’esodo dalla schiavitù egiziana. C’è, dunque, un nesso tra la dimensione fisica o  storica e la prospettiva religiosa. Anche Gesù collega spesso la salvezza alla liberazione dal male  corporeo, ma nei miracoli egli chiede che questa connessione avvenga attraverso la fede. Non per nulla  non di rado a suggello della guarigione esclama: «La tua fede ti ha salvato!» (Luca 6,9; 17,19).

Più che sul  verbo sôzô citato, presente ben 106 volte nel Nuovo Testamento, noi ora evocheremo il sostantivo  sôtêría, «salvezza», usato 45 volte fin dagli inizi della vita terrena del piccolo Gesù. Infatti Zaccaria nel suo  inno Benedictus per la nascita del figlio Giovanni Battista annuncia che «Dio ha suscitato per noi una  salvezza potente» (Luca 1,69), ossia il Salvatore Gesù che sarà presentato al popolo proprio dal  Battista. Il vecchio Simeone è felice «perché i miei occhi hanno visto la salvezza», mentre stringe tra le  braccia il neonato Gesù (2,30: qui si usa la variante sôtêrion).

Il vangelo che Cristo annunzierà sarà  appunto la proclamazione di una salvezza piena, come ricorda lui stesso nel solenne discorso tenuto  nella sinagoga di Nazaret, allorché dichiara di essere stato inviato «per annunziare ai poveri un vangelo» di  liberazione e di gioia (Luca 4,18-19). E san Paolo definisce il vangelo come «potenza di Dio per la  salvezza di chiunque crede, del giudeo prima e poi del greco» (Romani 1,16). La salvezza è, quindi, un  dono divino universale che attraversa l’Antico e il Nuovo Testamento, che coinvolge corpo e spirito, che  supera le frontiere delle società e dei popoli e che intreccia storia ed eternità.

A quest’ultimo proposito è  significativa sia in Luca sia in Giovanni l’affermazione che la salvezza inizia già ora nell’esistenza attuale,  attraverso la fede, la carità e la vita di grazia. A Zaccheo Gesù dice: «Oggi la salvezza è entrata in questa  casa» (Luca 19,9). Nel suo dialogo notturno con Nicodemo Cristo proclama: «Dio non ha mandato il Figlio  nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui» (Giovanni  3,17). Ma la salvezza, che ha la sua sorgente nella vittoria suprema di Cristo sulla morte nella  risurrezione, otterrà il suo compimento nella pienezza dei tempi: «Chi avrà perseverato sino alla fine sarà  salvato» (Marco 13,13). Nel battesimo si riceve, quindi, il germe vivo e operante della salvezza che  raggiungerà la sua efflorescenza piena nella gloria finale. Dichiara, infatti, il Cristo risorto agli Undici riuniti a mensa con lui: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato »  (Marco 16,16). 

 


19 maggio 2022

 
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