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venerdì 19 agosto 2022
 
I consigli salute di BenEssere Aggiornamenti rss BenEssere / La salute con l'anima a cura di Giuseppe Altamore

Vacanza in montagna: una scelta che ci proietta verso l'infinito

Siamo in tanti a preferire la montagna per trascorrere qualche giorno di riposo. Senza nulla togliere ai tifosi del mare, chi sceglie le alte cime è alla ricerca di una vacanza diversa. Tendere verso l’alto, imboccare tortuosi sentieri alla ricerca di un rifugio, meditare di fronte a un panorama mozzafiato: sono in qualche modo esperienze spirituali che ci trasformano. Una vetta che buca il cielo rappresenta il bisogno di trascendenza che tutti noi umani coltiviamo, a volte in modo confuso. Da sempre gli uomini sono affascinati dalle vette più irraggiungibili e la loro conquista, spesso a rischio della vita, ci trasmette qualcosa di assoluto che non sempre si riesce a spiegare con le parole. «Guardi la massa rocciosa che domina la valle: una parete imponente di pietra divide la fascia scura dei pini dal cielo colorato a sera. Il copione è lo stesso da sempre: il sole si congeda, l’aria si impregna del profumo di una giornata sfinita, il cielo raccoglie l’energia per il gran finale, i sassi sono già velati di rosa...». Parole poetiche dello scrittore Massimo Calvi (L’uomo che guardava la montagna, Edizioni San Paolo, 192 pagine, 16 euro) che ci proiettano in una dimensione particolare, in un viaggio interiore e universale alla ricerca di se stessi. Fino al punto da mostrare un uomo alla fine dei suoi giorni che chiede di essere portato a trascorrere il tempo che gli resta davanti alla montagna cui è legato. Un’immagine serena nonostante la fine del viaggio esistenziale, che quell’uomo proietta nel creato in un abbraccio infinito con l’Eterno. In fondo tutti cerchiamo qualcosa che possa riempire il nostro vuoto, grande o piccolo che sia. E nessun luogo, forse a eccezione del deserto, ci proietta nell’infinito come la montagna.


14 luglio 2022

 
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