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venerdì 23 febbraio 2024
 

Vannacci e quel nostro mondo al contrario

Il Generale Vannacci (foto: Ansa).
Il Generale Vannacci (foto: Ansa).

«Come folgore dal cielo» cantano i parà del Col Moschin, il corpo d’élite dell’esercito, e proprio con l’impeto della folgore, che poi è il loro motto, si sono abbattuti su di noi il libro intitolato Il mondo al contrario e le dichiarazioni del generale Roberto Vannacci.

Il libro è in testa alle classifiche di vendita su Amazon e, in oltre 300 pagine infarcite di luoghi comuni tanto cari alla destra più retriva, si afferma che siamo schiavi delle lobby gay internazionali – manca l’invettiva contro la lobby giudaico massonica, forse una svista –, che gli omosessuali non sono normali... «Fatevene una ragione!», grida il nostro, «ve lo dice uno che è scappato tutta la vita dalla normalità (sic!) e per questa caratteristica è al vostro fianco (!!??)».

E, ancora, che «non siamo tutti uguali e ho diritto all’odio» (da brividi). Infine, dulcis in fundo, l’ovvia affermazione sui “negri”, prendendo ad esempio Paola Egonu, veneta di Cittadella, perché «i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità» e «chi arriva in Italia dovrebbe ringraziare immensamente per la compassione e generosità...».

La cosa tristissima e preoccupante di questa vicenda è la certezza che le sue esternazioni fanno parte di un comune sentire sempre più diffuso, pure in ambito di Governo (purtroppo!).

VITTORE TRABU

Un certo mondo che si ritiene “dritto” aspettava come la manna un nuovo profeta di pensieri “contro”, che hanno la pretesa di proporre una visione basata su “Il Buonsenso” (con la maiuscola, così titola il primo capitolo del libro di Vannacci), opposta a quella che solitamente quella stessa cultura chiama con disprezzo “mainstream” (o “politicamente corretto”), figlia di un pensiero che seguirebbe logiche eterodirette, chissà… forse manovrate da un grande fratello che agisce nell’ombra e che, in odio gli uomini e alle loro tradizioni, metterebbe in pista (anche attraverso i media tradizionali, ormai servi del potere) ogni mezzo per annientarli.

Insomma, chi segue la logica del complottismo sempre e ovunque ha un altro influencer a cui offrire tempo, cuore, anima (e soldi).Il generale, dunque, che pure ha avuto grandi meriti in passato (la denuncia sull’uso di proiettili all’uranio impoverito nei poligoni militari), non ci sta e con il suo pamphlet autoprodotto si mostra nostalgico dei bei tempi andati, quelli in cui si era tutti dello stesso colore.

Nei suoi 12 capitoli ne ha per tutti: critica gli ambientalisti (con l’immancabile Greta Thumberg a guidare la massa di giovani straviziati e inquinatori che hanno addirittura il coraggio di contestare), i contrari alle centrali nucleari, quanti vogliono società multietniche («Chi me lo farebbe fare di congregarmi con chi non la pensa come me, con chi ha abitudini e costumi diversi, con chi ama ciò che io detesto e che, per giunta, non ha alcuna intenzione di trovare un punto d’incontro al fine di rendere serena e pacifica la convivenza?», si chiede l’ex ufficiale della Folgore), i sostenitori della “dittatura delle minoranze”, gli occupatori abusivi e i ladri nelle case (tanto protetti nel Belpaese) e tanti altri, di cui si è ampiamente parlato nei giorni passati in Tv e sui giornali.

Se forse il generale (contro cui è partito un procedimento disciplinare, per saperne di più si veda l’autorevole parere di Adriano Sansa a p. 12) diventerà uno dei protagonisti dei talk show autunnali in Tv, è certo che subito dopo la pubblicazione del libro ha ricevuto molte telefonate di solidarietà, anche da importanti politici (Salvini), e una candidatura (quella di Forza Nuova, che gli ha proposto di presentarsi alle elezioni suppletive di Monza per il seggio vacante dopo la morte di Silvio Berlusconi).

Insieme, ovviamente, a molte critiche. Come l’amore, anche l’odio è diffusivum sui (si diffonde da sé). Il “diritto all’odio” prepara la guerra, arma gli arsenali (per ora di parole e sentimenti “contro”, domani chissà…), divide le famiglie e i popoli. L’odio è l’escremento del diavolo, del divisore. Vorremmo, però, uscire dalla logica condizionata della “pancia” e del “partito preso”.

Riconosciuto che in quel mondo “al contrario”, in cui oggi (volenti o nolenti) viviamo, tante cose non vanno, alla visione del mondo di Vannacci, a tratti di stampo un po’ ottocentesco, preferiamo quella di papa Francesco, che lega modernità e tradizione cristiana, proponendo la fraternità, l’amicizia sociale, il bene comune e la pace sociale come prospettive di azione etica e concreta nel mondo.

Essere artigiani di pace, secondo una sua bellissima espressione, è la grande missione di noi cristiani e di ogni uomo e donna di buona volontà. Se si ha del tempo per leggere, molto meglio riprendere in mano e meditare i suoi documenti.


04 settembre 2023

 
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