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Un vescovo che non ha mai dimenticato gli ultimi. Monsignor Raffaele Nogaro, che lo scorso 31 dicembre aveva festeggiato i suoi 92 anni, si è spento nel giorno dell’epifania. La notizia è arrivata via facebook dal vescovo di Caserta monsignor Pietro Lagnese. «Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Caserta, con profondo dolore vi annuncio che qualche istante fa ha concluso la sua giornata terrea monsignore Raffele Nogaro» ha scritto il presule. «Affidiamo padre Nogaro alla misericordia di Dio e ringraziamo il Signore per averlo donato a tutti noi»
Nato a Sedegliano (Udine) e ordinato sacerdote nel 1958, aveva avuto diversi incarichi nella sua regione prima di essere inviato, nel 1982, in Campania. Prima a Sessa Aurunca e poi a Caserta, monsignor Nogaro era diventato un meridionale doc. Appena due anni dopo l’ingresso a Caserta aveva fatto costruire un centro per l’accoglienza dei migranti. Si era poi più volte occupato dei problemi di Castel Volturno e del contrasto alla camorra. Con monsignor Tonino Bello e monsignor Luigi Bettazzi, nel febbraio del 1994, si era recato nell’ex Jugoslavia per una azione di pace nel mezzo della guerra. Convinto pacifista, profondo conoscitore di quella che considerava «la mia terra», monsignor Nogaro è stato un punto di riferimento per educatori, ragazzi, credenti e non credenti, bisognosi, migranti, poveri, istituzioni. L’ultimo suo atto pubblico, lo scorso settembre, era stato partecipare, anche se non fisicamente, alla “rete preti contro il genocidio” in difesa della popolazione civile di Gaza. Aveva firmato il suo sostegno anche se le condizioni di salute e l’età non gli avevano permesso di partecipare alla manifestazione. SI è spento nel giorno dell’Epifania, «manifestazione», come ha ricordato il Papa. E , come spesso accade per i giusti, anche il giorno della nascita al cielo, diventa messaggio per quanti restano. «Manifestazione» del Signore, come ha cercato di essere, per se e per quanti lo hanno conosciuto, ogni giorno della sua vita.




