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Era arrivato negli Stati Uniti, da El Salvador dove era in corso la guerra civile, nel 1990, nascosto nel bagagliaio di un’automobile. Evelio Menjivar-Ayala, che papa Leone ha nominato vescovo di Wheeling-Charleston, da ex immigrato clandestino aveva poi ottenuto l’asilo politico e la green card divenendo cittadino statunitense nel 2006. Per anni, come raccontano le biografie, ha vissuto facendo il receptionist, poi l’operaio edile, addetto alle pulizie, imbianchino e inviando buona parte di quel poco che riceveva come salario alla sua famiglia rimasta, poverissima, in Salvador. Compiuti gli studi di Filosofia al Saint John Vianney College Seminary di Miami e quelli di Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino di Roma nel 2002, ha conseguito anche la Licenza presso il Pontificio Istituto Scalabriniano di Teologia Pastorale per la Mobilità Umana a Roma. Ordinato prete il 29 maggio 2004 per l'Arcidiocesi di Washington, prima dunque di essere ufficialmente cittadino americano, era stato nominato vicario Parrocchiale di Mother Seton a Germantown poi di Saint Bartholomew the Apostle a Bethesda nel Maryland, e quindi della Cathedral of Saint Matthew the Apostle in Washington D.C. Divenuto parroco nel 2013, il 19 dicembre 2022, è stato nominato vescovo ausiliare di Washington da papa Francesco.
Papa Leone, il primo maggio di quest’anno, gli ha voluto consegnare la diocesi di Wheeling-Charleston. Una nomina che sicuramente scontenterà l’amministrazione Trump. Monsignor Menjivar-Ayala, infatti, che in più interviste ha raccontato come fosse fuggito dal suo Paese perché preso di mira durante la guerra civile riuscendo a entrare negli Usa dopo due tentativi falliti, una prigionia in Messico e una dura traversata del deserto, ha più volte denunciato la politica anti immigrati del presidente degli Stati Uniti. In una lettera pubblicata dal National Catholic Reporter lo scorso anno aveva scritto: «A coloro di voi che tacciono o pensano che questo non vi riguardi, a coloro che non sono turbati da questo - o peggio, che lo applaudono - in particolare a coloro che sono cattolici, chiedo: Non vedete la sofferenza dei vostri vicini? Non vi rendete conto del dolore, della miseria e della paura e dell’ansia molto reali che queste ingiuste operazioni e politiche governative stanno causando? La vostra coscienza non è turbata? Come fate a stare zitti?».
Insieme con lui il Papa ha nominato anche il nuovo ausiliare di Washington. SI tratta del reverendo Robert Paul Boxie III, 46 anni, nero, finora cappellano della Howard University. Anche lui, che ha studiato teologia alla Gregoriana di Roma e che è attualmente il più giovane tra i vescovi statunitensi, ha polemizzato più volte con Trump sul tema dei migranti.




