L’anno scorso aveva inviato un tweet per unirsi alla preghiera dei cattolici cinesi. Mercoledì, in un appello al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, papa Francesco ha ricordato la festa del 24 maggio nel santuario cinese di Sheshan, dove la Vergine Maria “Aiuto dei cristiani” è molto venerata dai cattolici in Cina, e si unito alla loro preghiera perché, ha detto, siano «sempre testimoni credibili» dell'amore di Dio». «Nella statua, che sovrasta il santuario», ha ricordato il Papa, «Maria sorregge in alto il suo Figlio, presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto di amore e misericordia. Anche noi - ha proseguito - chiederemo a Maria di aiutare i cattolici in Cina ad essere sempre testimoni credibili di questo amore misericordioso in mezzo al loro Popolo e a vivere spiritualmente uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa».

Ogni anno nel santuario arrivano migliaia di cinesi soprattutto in occasione della festa di Nostra Signora di Sheshan, che è anche la patrona della Cina e che ricorre appunto a maggio.  Nel 2008 papa Benedetto XVI compose la preghiera alla Vergine di Sheshan, affidando a lei le sorti della Chiesa in Cina. E sempre alla Vergine l'anno prima, il 27 maggio del 2007, sempre papa Ratzinger aveva affidato la Cina cattolica quando scrisse la famosa «lettera ai vescovi, ai presbiteri alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa Cattolica nella Repubblica Popolare Cinese», chiedendo che la ricorrenza della Madonna di Sheshan, il 24 maggio, diventasse in tutto il mondo giornata di unione e preghiera per la Chiesa in Cina.
La chiesa costruita nel XIX secolo e benedetta come santuario nazionale, si staglia in cima a una collina piena di vegetazione e piante rare, a circa 40 km a sudovest di Shanghai. Nelle vicinanze del santuario vi è pure un osservatorio astronomico sorto per opera dei gesuiti agli inizi del '900 e in seguito nazionalizzato. Per decenni centinaia di migliaia di cattolici, anche nei periodi più bui della persecuzione, sono giunti da tutta la Cina per chiedere grazie e pregare Maria, Regina della Cina.

La devozione a Maria è stata anche importante per mantenere uniti i cristiani, tentati dalla separazione reciproca. Come ricorda AsiaNews, però, il regime comunista non vede di buon occhio il pellegrinaggio dei fedeli a Sheshan. «Dal 2008, la prima volta della celebrazione della Giornata», si legge nel sito che segue le questioni asiatiche, «è divenuto impossibile per i cristiani giungere a Sheshan il 24 maggio: si permette solo ai fedeli di Shanghai di raggiungere il santuario e si bloccano gli altri pellegrini ancora prima che giungano nella città. Poliziotti in borghese e in divisa, metal-detector, telecamere, divieto di sostare e di fare picnic, come se a Sheshan si aspettasse un attacco terroristico. I motivi ufficiali sono "la sicurezza": nel 2008 a causa delle Olimpiadi, è stato proibito a tutti i fedeli delle diocesi della Cina (esclusa Shanghai) di andare a Sheshan; nel 2010 la causa era l'Expo della grande città costiera; nel 2011, la tensione causata dalle ordinazioni illecite... Insomma, vi sono tante ragioni, che si assommano a quella fondamentale: eliminare un gesto semplice di obbedienza al papa e di unità per la Chiesa cinese»