Una vita dedicata al prossimo, ai più deboli e ai meno fortunati interpretando così appieno il mandato dell’Ordine cui appartiene, quello della santissima Trinità e degli schiavi. si è dedicato al servizio della redenzione, armato solo della misericordia e con l’unica intenzione di riportare la speranza nella fede ai fratelli che soffrono sotto il giogo della schiavitù.

Una dedizione e una abnegazione che non sono passate inosservate agli occhi del Gruppo Anmi (associazione nazionale marinai d’Italia) del suo paese natale, Gagliano del Capo, un piccolo Comune della provincia di Lecce con poco più di cinque mila abitanti.

Padre Gino ha conosciuto i Trinitari proprio a Gagliano del Capo, durante la sua adolescenza. Merito del parroco di allora, padre Giovanni Martire Savina (attualmente Vicario Generale dell’Ordine),  cui era stata affidata la parrocchia del paese. In quegli anni matura la sua vocazione religiosa che lo ha portato, a giugno del 2019, a essere eletto Ministro generale dell’Ordine fondato da san Giovanni de Matha.

Padre Gino, dicono quelli che lo conoscono, durante il suo ministero sacerdotale in Gagliano del Capo ha sempre promosso la libertà e la dignità dell’uomo, per spingerlo verso la solidarietà, verso la comunione, verso la convivialità con tutti, sempre molto attento ai giovani ai quali ha dedicato il suo particolare interesse. Ha sempre assicurato vicinanza, sostegno morale e incoraggiamento anche all’azione dei soci del gruppo Anmi distinguendosi per il suo alto profilo morale e culturale e per le sue doti educative. Prova ne è l’attiva partecipazione dei fedeli alla vita religiosa della parrocchia che gli era stata affidata e alle stese attività sociali del gruppo.

Proprio per questo l’Anmi lo ha voluto premiare al termine di una partecipatissima messa nella chiesa matrice di Gagliano del Capo. Al termine della celebrazione, officiata dallo stesso padre Gino, il presidente del locale gruppo Anmi, alla presenza del Sindaco e del consigliere nazionale dell’Associazione, gli ha consegnato la tessera di Socio benemerito, mentre il delegato regionale gli ha consegnato il Diploma.

È stata anche l'occasione per conoscere meglio i padri trinitari che, in questa località del basso Salento, da oltre 60 anni, sono impegnati nell’assistenza e nella riabilitazione di persone in stato di bisogno attraverso esperienze di vita, servizi sociali, sanitari, formativi e cooperative di lavoro.

«Sono contento per questo gradito riconoscimento che mi è stato fatto dall’Associazione nazionale marinai d’Italia. Un riconoscimento che per me sarà motivo di ulteriore impegno, ancora più forte e più generoso per portare i valori di pace e di solidarietà, che sono il cuore del carisma trinitario, in ogni parte del mondo», ha detto padre Gino. Ricevendo il premio ha ricordato anche che ha avuto una breve esperienza diretta della Marina militare nei tre giorni della visita di leva, ma ne ha sempre sentito parlare dal nonno, marinaio dalla fine degli anni Venti del secolo scorso, che raccontava ai nipotini, con passione, gli anni vissuti a servizio della Patria.

(le foto sono di Orazio Coclite)