«Questi esempi cristiani non devono suscitare solo un sentimento di emozione, ma devono suscitare una vera conversione alla vita di Cristo, una vita, come è stata per Sabatino, che diventa il sale della terra e luce del mondo per la carità che si manifesta nelle opere.  Lascio questo invito soprattutto ai giovani, perché coloro  che hanno conosciuto Sabatino  continuino nella sua linea e coloro che non l'hanno conosciuto siano invogliati da questa morte prematura ma luminosa a conoscerlo e ad imitarlo». Così scriveva il cardinale Carlo Maria Martini riferendosi a Sabato Iefuniello, detto amichevolmente "Sabatino", il giorno del suo funerale nel settembre 1982. Un piccolo grande apostolo della carità, testimonianza altissima di quella solidarietà operosa che (anche se Sabatino era milanese solo "di importazione") ha radici profonde nella chiesa e nello spirito ambrosiani.

Sabatino era nato nel 1947 a Sarno, in provincia di Salerno, da una famiglia semplice e dignitosa: il papà è guardiano in una fabbrica del posto. Sentendosi chiamato alla vita sacerdotale Sabatino fece un paio di tentativi in due seminari vicino a casa, tentativi finiti in nulla. Nell'agosto del 1968 il ragazzo arriva a Milano con la sorella Filomena e comincia a fare qualche lavoro: operaio metalmeccanico, commesso in una drogheria, fattorino porta-valori. Nel 1977, dopo aver trovato la sua vocazione cristiana nel Piccolo Gruppo di Cristo, una realtà di vita consacrata laicale nata in quegli anni a Milano, inizia a svolgere un servizio volontario e caritativo con Fratel Ettore Boschini, ("fratel Ettore") il famoso religioso Camilliano che aveva intrapreso a Milano una meritoria opera di assistenza per i senza fissa dimora e di cui diviene un valido collaboratore. Insieme avvicinano e lavano i barboni più bisognosi, dopo il lavoro va a portare la cena a quanti passano  la notte alla Stazione centrale e successivamente agli ospiti dei primi rifugi e ricoveri che Fratel Ettore riesce ad aprire a Milano, Varenna e Seveso.

Sabatino coinvolge di volta in volta in quest'attività amici, conoscenti e altre persone volenterose. Cardiopatico, fa controlli periodici per il cuore e ha in programma un intervento cardochirurgico per il 1983. Durante un periodo di ferie trascorso a lavorare per i senza fissa dimora ospiti dell'eremo di Varenna è colto da una forte febbre e portato all'ospedale di Bellano dove rimane per otto giorni. Dimesso, ancora convalescente ha  una seconda ricaduta e viene ricoverato per alcune settimane alla Clinica del Lavoro di Milano. Rimessosi in salute, dopo una buona convalescenza, riprende  la sua attività volontaria in Stazione Centrale, ma il freddo successivo a un brutto temporale estivo lo riporta  in ospedale per una recidiva di broncopolmonite. Il 30 agosto 1982 Sabatino entra nella comunione dei santi.

Sabatino muore in odore di santità. Sono tante le persone che possono testimoniare della sua radicale dedizione agli ultimi, la chiamata a servire Cristo nei poveri che egli sentì fin da giovane e ai quali dedicò ogni minuto libero del suo tempo. Qualche anno dopo si è aperto il processo diocesano di beatificazione, che è ancora in corso.
Per ricordare questa figura straordinaria di santità nel quotidiano, sabato 21 maggio alle ore 21, presso la Parrocchia Sacra Famiglia di Bettola (Peschiera Borromeo - Provincia di Milano), è stata tenuta una serata in onore di Sabatino dal titolo

ACQUARELLO SU SABATINO
UN PROFETA MINORE PER IL NOSTRO TEMPO

con testimonianze e con la rappresentazione di un estratto della pièce teatrale "Processo a Sabatino, profeta minore". Per informazioni su Sabatino: annavilma.c@gmail.com