Non una verifica amministrativa né un bilancio di fine percorso, ma un esercizio spirituale di discernimento comunitario. È questo il senso del documento Fare memoria. Accompagnare la preparazione dell'Assemblea di valutazione della Chiesa locale, pubblicato dalla Segreteria generale del Sinodo e inviato a tutte le diocesi e alle eparchie cattoliche orientali per accompagnare la fase conclusiva del cammino di attuazione del Sinodo sulla sinodalità.

Il testo offre criteri, domande e indicazioni pratiche ai vescovi e alle équipe sinodali affinché preparino l'Assemblea di valutazione della Chiesa locale, prevista nel primo semestre del 2027, tappa decisiva di un percorso iniziato nel 2021 e destinato a culminare nell'Assemblea ecclesiale dell'ottobre 2028 in Vaticano.

«Fare memoria» significa riconoscere l'azione di Dio

Il titolo del sussidio richiama un'espressione profondamente biblica. Nella Scrittura, infatti, «fare memoria» non significa semplicemente ricordare il passato, ma riconoscere come Dio abbia operato nella storia per illuminare il presente e aprire il futuro. È questa la prospettiva indicata anche dal cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo: «Valutare non è un esercizio tecnico, ma un'esperienza di gratitudine e di verità. Fare memoria significa riconoscere ciò che il Signore ha fatto maturare nel cammino delle nostre comunità e lasciarsi orientare verso i passi successivi. È così che una Chiesa diventa sempre più capace di conversione». L'obiettivo, dunque, non è misurare risultati con criteri quantitativi, ma individuare i cambiamenti che lo Spirito ha suscitato nella vita delle comunità cristiane.

Papa Leone XIV in Aula Paolo VI riceve i partecipanti al Giubileo delle Equipe Sinodali e degli Organismi di partecipazione il 24 ottobre 2025
Papa Leone XIV in Aula Paolo VI riceve i partecipanti al Giubileo delle Equipe Sinodali e degli Organismi di partecipazione il 24 ottobre 2025

Papa Leone XIV in Aula Paolo VI riceve i partecipanti al Giubileo delle Equipe Sinodali e degli Organismi di partecipazione il 24 ottobre 2025 

(ANSA)

A chi è destinato il documento

Il sussidio si rivolge anzitutto ai vescovi, responsabili del processo sinodale nelle rispettive diocesi, e alle équipe sinodali incaricate di coordinare il lavoro.

Non propone un modello rigido da applicare ovunque, ma offre un metodo flessibile che ogni Chiesa locale potrà adattare alla propria realtà. Sullo sfondo rimane quanto affermato da papa Leone XIV al termine del Concistoro straordinario di fine giugno: la sinodalità è anzitutto «uno stile spirituale» che nasce dall'incontro, cresce nell'ascolto e matura nel discernimento.

Il primo passo: raccontare il cammino della diocesi

La prima parte del documento è dedicata alla preparazione del Resoconto narrativo, un testo di circa 6-8 pagine (3.000-4.000 parole) nel quale ogni diocesi dovrà rileggere il proprio percorso sinodale.

Prima della stesura è previsto un ampio lavoro di ascolto della comunità. Dovranno essere raccolte testimonianze provenienti dai diversi ambiti della vita ecclesiale: parrocchie, associazioni, movimenti, istituti religiosi, famiglie, giovani e anche coloro che vivono ai margini della vita della Chiesa. Accanto ai successi dovranno emergere anche le difficoltà incontrate e le questioni ancora aperte.

Il materiale raccolto sarà poi oggetto di una rilettura spirituale attraverso tre passaggi suggeriti dal documento: raccogliere la memoria dell'esperienza vissuta; riconoscere e ascoltare i segni della presenza di Dio e cogliere i processi di trasformazione che stanno cambiando persone, relazioni e strutture ecclesiali.

Il discernimento dovrà essere condotto alla luce delle tre conversioni indicate nel Documento finale del Sinodo: la conversione delle relazioni, quella dei processi ecclesiali e quella dei legami all'interno della comunità.

L’Assemblea di valutazione del 2027

Il momento centrale sarà l’Assemblea di valutazione della Chiesa locale, convocata dal vescovo nel corso del primo semestre del 2027. L’Assemblea non sarà una semplice riunione organizzativa, ma un’esperienza definita dal documento come «profondamente spirituale». I partecipanti riceveranno in anticipo il Resoconto narrativo e saranno chiamati ad approfondirlo attraverso il metodo ormai caratteristico delle "Conversazioni nello Spirito”, affinché il testo finale sia realmente espressione dell'intera comunità e non soltanto del lavoro dell'équipe sinodale.

Al termine dell'Assemblea verranno approvati due documenti. Il primo è il Resoconto narrativo definitivo, che descrive il volto della Chiesa sinodale che sta emergendo nella diocesi e individua le principali sfide ancora aperte. Il secondo è una Lettera alle altre Chiese, ispirata alle antiche litterae communionis con cui le prime comunità cristiane condividevano la propria esperienza di fede. In circa due pagine ogni diocesi racconterà i frutti maturati nel cammino sinodale, gli impegni che intende assumere per il futuro e una parola di speranza rivolta alle altre Chiese.

Le scadenze del cammino

Una volta validati dal vescovo, il Resoconto narrativo e la Lettera saranno trasmessi all'équipe sinodale nazionale o regionale e alla Segreteria generale del Sinodo entro il 30 giugno 2027. Da quel momento inizierà una nuova fase del percorso: nel secondo semestre del 2027 si svolgeranno le Assemblee delle Conferenze episcopali e delle Chiese cattoliche orientali; nel primo quadrimestre del 2028 sarà la volta delle Assemblee continentali e, infine, nell'ottobre 2028 si terrà in Vaticano la grande Assemblea ecclesiale che concluderà il processo di attuazione del Sinodo 2021-2028. Ogni tappa sarà caratterizzata da un verbo guida: «Interpretare» per le Conferenze episcopali, «Orientare» per le Assemblee continentali e «Celebrare» per l'Assemblea ecclesiale finale.

Un metodo più che un traguardo

Il sussidio insiste soprattutto sul metodo. Più che fissare obiettivi da raggiungere o indicatori di successo invita le Chiese locali a coltivare uno stile fatto di ascolto reciproco, partecipazione, discernimento e corresponsabilità. Per questo il documento non parla di una conclusione, ma di una tappa. «Fare memoria» significa riconoscere l'azione trasformatrice dello Spirito nella vita delle comunità cristiane e lasciarsi guidare verso nuovi passi di conversione. È questa la logica che accompagnerà la Chiesa universale fino all'Assemblea ecclesiale del 2028, chiamata a raccogliere e condividere quanto maturato nelle Chiese di tutto il mondo.