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Una riunione del Sinodo nell'Aula Paolo VI in Vaticano
Due dei dieci Gruppi di Studio istituiti da papa Francesco durante il Sinodo sulla sinodalità hanno consegnato a Leone XIV i loro Rapporti finali. Si tratta del Gruppo 3, dedicato a La missione nell’ambiente digitale, e del Gruppo 4, chiamato a riflettere sulla Revisione della Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis in prospettiva sinodale missionaria.
I documenti, frutto di un lungo percorso di ascolto, ricerca e confronto con Conferenze episcopali, Università cattoliche, esperti e operatori pastorali di tutti i continenti, saranno pubblicati progressivamente dalla Segreteria generale del Sinodo «in uno spirito di trasparenza», secondo quanto disposto dal Papa. La prossima pubblicazione è prevista per il 10 marzo. Con la consegna dei Rapporti finali, i due Gruppi concludono il mandato ricevuto e sono da considerarsi sciolti.
Già il 17 novembre scorso erano stati presentati i Rapporti intermedi. La consegna finale, inizialmente prevista per giugno 2025, è stata posticipata a causa della morte di papa Francesco, dell’elezione di Leone XIV e della necessità di un tempo supplementare per approfondire i lavori. Il nuovo Pontefice ha concesso la proroga chiedendo che i Rapporti gli fossero consegnati «nella misura del possibile» in tempi brevi.
Il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, ha sottolineato come, oltre al valore dei contenuti, questi testi testimonino «un autentico esercizio di ascolto, riflessione e discernimento condiviso» tra Dicasteri e realtà ecclesiali: «È la sinodalità messa in pratica, non una semplice collaborazione burocratica».
La missione della Chiesa nell’ambiente digitale
Il Gruppo 3 ha affrontato una delle sfide più urgenti emerse durante l’assemblea sinodale: come vivere la missione della Chiesa in una cultura sempre più plasmata dal digitale. Il lavoro ha preso avvio da un’ampia consultazione internazionale che ha coinvolto operatori pastorali, comunicatori, esperti e realtà ecclesiali di tutti i continenti.
Nel Rapporto finale vengono analizzate le principali sfide e formulate raccomandazioni operative che toccano l’integrazione della missione digitale nelle strutture ordinarie della Chiesa, l’approfondimento della nozione di giurisdizione territoriale alla luce delle comunità online e la formazione di pastori e operatori pastorali alla cultura digitale. Le proposte sono articolate su tre livelli – Santa Sede, Conferenze episcopali e diocesi – e sono accompagnate da una sezione metodologica che illustra il percorso compiuto e le realtà consultate. L’obiettivo è aiutare la Chiesa a non vivere il digitale come semplice strumento, ma come ambiente da abitare con consapevolezza missionaria.


Formazione sacerdotale: nessuna nuova Ratio, ma un’applicazione in chiave sinodale
Diverso l’approccio del Gruppo 4, chiamato a rivedere la Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis, il documento del 2016 che regola la formazione dei sacerdoti. Dopo un’attenta valutazione, il Gruppo ha ritenuto che la Ratio resti valida nei suoi principi fondamentali. Non si è dunque proceduto a una revisione del testo, ma alla redazione di una Proposta di Documento orientativo per la sua attuazione in prospettiva sinodale missionaria. Il testo si articola in un preambolo e in due parti: nella prima vengono indicate alcune «conversioni» necessarie nella formazione al sacerdozio – relazionale, missionaria, alla comunione, al servizio e a uno stile autenticamente sinodale – mentre nella seconda tali orientamenti si traducono in linee-guida operative concrete. Tra le indicazioni più significative emerge la proposta di un’alternanza tra la permanenza in seminario e periodi di vita in comunità parrocchiali o in altri ambienti ecclesiali, insieme alla promozione di esperienze formative condivise con laici, consacrati e ministri ordinati fin dalla tappa propedeutica. Viene inoltre suggerita l’inclusione di donne preparate e competenti come corresponsabili a tutti i livelli della formazione, anche nelle équipe formative, e l’acquisizione di competenze specifiche per la corresponsabilità e il discernimento comunitario. Si tratta di orientamenti che mirano a formare presbiteri capaci di vivere il ministero in una Chiesa sempre più segnata dalla comunione e dalla missione condivisa.
Dal lavoro dei Gruppi alle decisioni del Papa
A partire dai Rapporti finali, in attesa di quelli degli altri Gruppi, Leone XIV ha chiesto ai Dicasteri competenti e alla Segreteria generale del Sinodo di elaborare proposte operative concrete, rendendo conto anche delle eventuali scelte di non recepire alcune indicazioni. Tali proposte saranno presentate al Papa, che le valuterà e potrà approvarle, traducendo così i contenuti emersi in orientamenti, decisioni e processi all’interno di un «dinamismo sinodale».
Come ha ricordato il cardinale Grech, i Rapporti finali non rappresentano un punto di arrivo, ma «documenti di lavoro», un punto di partenza. Contengono tuttavia indicazioni preziose alle quali le Chiese locali e le diverse realtà ecclesiali possono già ispirarsi. È lo stile della sinodalità: un cammino che non si ferma, in cui ogni tappa è già generativa di nuove responsabilità e nuove opportunità per la missione della Chiesa.





