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La cantante Aretha Franklin è una delle più grandi voci del XX secolo: possedeva una potente voce formata nel gospel, che utilizzò per dominare una vasta gamma di stili musicali, tra cui jazz, blues, pop, rhythm and blues (R&B), rock e persino opera. Tra i suoi successi figurano inni degli anni ’60 come “Respect” e “Think” e intense ballate come “I Never Loved a Man (the Way I Love You)” e “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman”. Soprannominata la “Queen of Soul”, fu la prima donna a essere inserita nella Rock and Roll Hall of Fame (1987).


Prima vita e influenze gospel
Nacque il 25 marzo 1942 a Memphis, Tennessee. La madre di Franklin, Barbara Siggers Franklin, era una cantante e pianista gospel. Suo padre, C.L. Franklin, guidava la New Bethel Baptist Church di Detroit ed era un ministro di influenza nazionale. Anche lui cantante, era noto per i suoi brillanti sermoni, molti dei quali furono registrati dalla Chess Records. I suoi genitori si separarono quando lei aveva sei anni e Aretha rimase con il padre a Detroit. La madre morì quando Franklin aveva dieci anni.


Da adolescente, Franklin si esibiva con il padre nei suoi programmi gospel nelle principali città del Paese ed era riconosciuta come un prodigio vocale. La sua influenza principale fu Clara Ward, delle celebri Ward Singers, amica di famiglia. Altre grandi figure del gospel dell’epoca—Albertina Walker e Jackie Verdell—contribuirono a plasmare lo stile di canto della giovane Franklin. Il suo album di debutto, Songs of Faith (1956), cattura l’energia elettrizzante delle sue esibizioni a soli 14 anni.
Gli anni alla Columbia
A 18 anni, con la benedizione del padre, Franklin passò dalla musica sacra a quella profana. Si trasferì a New York, dove il dirigente della Columbia Records John Hammond, che aveva scritturato Count Basie e Billie Holiday, le organizzò un contratto discografico e supervisionò sessioni che la mettevano in luce in chiave blues-jazz. Da quella prima sessione, “Today I Sing the Blues” (1960) rimane un classico. Tuttavia, mentre i suoi amici di Detroit della Motown collezionavano un successo dopo l’altro, Franklin faticava a ottenere un vero successo crossover. La Columbia la affidò a diversi produttori che la proponevano sia al pubblico adulto (“If Ever You Should Leave Me”, 1963) sia agli adolescenti (“Soulville”, 1964). Senza puntare a un genere specifico, cantò di tutto, dalle ballate di Broadway all’R&B giovanile.
Il passaggio alla Atlantic Records e la nascita di “Lady Soul”
I critici riconoscevano il talento di Franklin, ma il pubblico rimase tiepido fino al 1966, quando passò alla Atlantic Records, dove il produttore Jerry Wexler le permise di plasmare la propria identità musicale.


Alla Atlantic, Franklin tornò alle sue radici gospel-blues, e i risultati furono sensazionali. “I Never Loved a Man (the Way I Love You)” (1967), registrata ai Fame Studios di Florence, Alabama, fu il suo primo disco da un milione di copie. Circondata da musicisti che suonavano arrangiamenti spontanei e ideando lei stessa le parti vocali di sottofondo, Franklin affinò uno stile associato a Ray Charles—una travolgente fusione di gospel e R&B—portandolo a nuovi livelli. Mentre una nazione sempre più sensibile ai diritti civili sosteneva con maggiore convinzione la musica urbana nera, Franklin fu incoronata “Queen of Soul”. “Respect” fu il suo primo singolo a raggiungere il numero uno nella classifica pop di Billboard e le fece vincere due Grammy Awards—i primi di molti nella sua carriera. “Think” (1968), scritta con il suo primo marito, conteneva anch’essa più di un significato nei testi. Per i successivi sei anni divenne una hitmaker senza precedenti: era “Lady Soul”.
Amazing Grace e la musica successiva
All’inizio degli anni ’70 Franklin trionfò al Fillmore West di San Francisco davanti a un pubblico di “figli dei fiori” e in tournée frenetiche in Europa e America Latina. Amazing Grace (1972), registrazione dal vivo della sua esibizione con un coro alla New Temple Missionary Baptist Church di Los Angeles, è considerato uno dei più grandi album gospel di ogni epoca.
Alla fine degli anni ’70, tuttavia, la disco limitò il suo stile e ne erose la popolarità; La Diva (1979), che tentava di sfruttare la popolarità del genere, fu un fallimento commerciale.
Ma nel 1982, con l’aiuto del cantautore e produttore Luther Vandross, tornò in vetta con una nuova etichetta, la Arista, e un nuovo successo dance, “Jump to It”, seguito da “Freeway of Love” (1985). Nel 1987 raggiunse per la seconda volta nella sua carriera la vetta delle classifiche pop con “I Knew You Were Waiting (for Me)”, duetto con il cantante britannico George Michael, che vinse un Grammy.


Continuò a registrare negli anni ’90 e nei primi anni del XXI secolo. Un momento culminante della sua carriera tardiva fu l’esibizione a sorpresa dell’aria d’opera “Nessun dorma” ai Grammy Awards del 1998, quando sostituì all’ultimo momento Luciano Pavarotti (costretto a cancellare per un mal di gola). Franklin ripropose l’aria per Papa Francesco durante la sua visita negli Stati Uniti nel 2015.


Nel 2010 la prima diagnosi di tumore.La sua ultima esibizione fu alla Cathedral of Saint John the Divine a New York, durante il gala per il 25º anniversario della Elton John Aids Foundation di Elton John, il 7 novembre 2017. Morì il 16 agosto 2018 a Detroit, Michigan. Queste furono le parole di commiato e ricordo di Barack e Michelle Obama.
“Ogni volta che cantava, tutti noi ricevevamo uno scorcio del divino. Attraverso le sue composizioni e la sua impareggiabile musicalità, Aretha ha contribuito a definire l’esperienza americana. Nella sua voce potevamo sentire la nostra storia, tutta, in ogni sfumatura — il nostro potere e il nostro dolore, la nostra oscurità e la nostra luce, la nostra ricerca di redenzione e il rispetto conquistato con fatica. Ci ha aiutato a sentirci più connessi gli uni agli altri, più speranzosi, più umani. E talvolta ci ha semplicemente aiutato a dimenticare tutto il resto e a ballare.”


Vita privata
Franklin aveva avuto a 13 e 14 anni due figli, Clarence ed Edward (non rivelò mai pubblicamente i nomi dei padri, probabilmetne frutti di due stupri). Poco incline alle interviste, mantenne riservata la sua vita privata, sostenendo che l’associazione popolare tra lei e l’infelicità di cantanti come Bessie Smith e Billie Holiday fosse infondata. Nel 1961 sposò Ted White, che divenne anche il suo manager. Il loro matrimonio fu tempestoso e segnato da notizie di violenza domestica; alcuni gli attribuiscono l’influenza sulle scelte musicali “dispersive” di Franklin prima del passaggio alla Atlantic. Alla fine lo licenziò come manager. Ebbero un figlio, Ted White Jr., prima di divorziare nel 1969.
Negli anni ’70 ebbe un quarto figlio, KeCalf Franklin, con il compagno Ken Cunningham. Si sposò una seconda volta nel 1978 con l’attore Glynn Turman; divorziarono nel 1984.
Impegno politico
Arethea sostenne il movimento per i diritti civili negli anni ’60. Cantò al servizio commemorativo per Martin Luther King Jr. dopo il suo assassinio nel 1968 e due anni dopo si offrì di pagare la cauzione per Angela Davis, arrestata con accuse di rapimento, omicidio e cospirazione in seguito a un tentativo fallito di liberare alcuni detenuti neri durante una rivolta in un tribunale della California. Franklin fu anche una sostenitrice del Partito Democratico. Cantò l’inno nazionale alla Convention Nazionale Democratica del 1968 a Chicago e in seguito si esibì a eventi elettorali e inaugurazioni di Jimmy Carter, Bill Clinton e Barack Obama. Nel 2009 elettrizzò una folla di oltre un milione di persone con la sua interpretazione di “My Country ’Tis of Thee” all’inaugurazione presidenziale di Obama.
Respect fu considerata una canzone simbolo sia del movimento femminista sia di quello per i diritti civili.






