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Bambole di Pezza sono una rock band tutta al femminile, la prima a esibirsi in gara al Festival di Sanremo. Il percorso discografico del gruppo conta quattro album e diversi singoli che hanno contribuito a consolidare un immaginario sonoro e visivo ben riconoscibile. Temi ricorrenti sono il contrasto alla violenza e la difesa delle pari opportunità, il gender equality e la lotta al sessismo. La loro musica è energia pura, soprattutto dal vivo: un’esperienza che travolge, coinvolge e crea un legame immediato con il pubblico. Il gruppo nacque su impulso della chitarrista Morgana, nel 2002 firmarono per la Tube Records, con cui pubblicarono il loro primo disco Crash Me. In tutto hanno pubblicato 4 album. È però sul palco che le Bambole di Pezza esprimono la loro natura più autentica: centinaia i concerti in tutta Italia, di cui ricordiamo il palco condiviso con Sex Pistols ed Editors all’AMA Festival. Hanno partecipato al Concertone del Primo Maggio a Roma e da un intenso tour estivo. Le Bambole di pezza hanno partecipato nbel m2006 come guest star all'episodio Il giorno del lupo della serie televisiva L'ispettore Coliandro, interpretando la parte della band in cui suona Nikita, la protagonista dell'episodio, e suonando il brano Le streghe.
Qui a Sanremo si sono presentate in sala stampa per raccontarsi e raccontare il loro brano tutte e cinque le attuali componenti: Martina "Cleo" Ungarelli – voce; Lisa "Morgana Blue" Cerri – chitarra solista;Daniela "Dani" Piccirillo – chitarra ritmica e cori; Federica "Xina" Rossi – batteria e cori; Caterina Alessandra "Kaj" Dolci , basso e cori.


«Questo brano nasce da un desiderio profondo di poter creare qualcosa che fosse un messaggio nuovo per noi, un messaggio diverso rispetto a quello che avevamo sempre portato. E finalmente siamo riuscite a trovare un'unione di tutte queste 5 bambole di pezza in una canzone sola che parla appunto della sorellanza, un tema che volevamo assolutamente portare al pubblico e in particolare al Festival di Sanremo. Le bambole di pezza sono unite da un filo, come proprio le bambole artigianali, fatte con cura, con un materiale grezzo, e tanto cuore. E noi facciamo questa cosa anche con i brani, cerchiamo di cucire insieme ogni strumento musicale, senza software, con gli strumenti originali, la chitarra, la batteria, il basso. insomma, cosa che purtroppo di questi tempi è un po' più rara, ma ci teniamo a portare avanti. poi sul palco, come sempre accade anche ai nostri concerti, rispetto ai dischi viene portata fuori quella parte un po' più viscerale, più rock. A chi le accuse di perdere la loro anima rock e trasgressiva esibendosi all’Ariston rispondono: «Su questo palco porteremo anche la rappresentazione di tantissime band italiane che fanno anche generi alternativi, non mainstream e che vanno in giro, suonano in palchi anche improvvisati, piccoli locali dove ancora si suona dal vivo. Purtroppo, molti di meno da dopo il Covid. Non ci sono più tanti luoghi di aggregazione per i giovani, come era stato tanto tempo fa, quando c’era un fermento culturale e tanta possibilità di ascoltare musica dal vivo. Quindi noi andremo su quel palco anche in rappresentanza di tutti gli underdog o le band veramente alternative del panorama italiano E No, non perderemo la nostra anima rock».


Molto curiosi di vedere e ascoltare la loro cover, Occhi di gatto con un’icona della musica dei cartoni animati, Cristina D’Avena. Di questo dicono: «Lo abbiamo riarrangiato ovviamente mantenendo la natura giocosa perché è anche bello poi ricordarsi la propria infanzia e quanto magari si era felici e spensierati, quindi il gioco è rimasto lo stesso ma l'abbiamo resa un pochino più pop punk, con una sorpresa che vedrete durante l’esibizione» .




