Gioia mia è il titolo del film in cui per la prima volta nella sua lunga carriera l’attrice palermitana Aurora, detta Rori, Quattrocchi ha avuto un ruolo da protagonista, e la sua gioia è stata tanta e liberatoria quando è arrivato l’annuncio che per quel ruolo ha vinto il Premio David di Donatello come miglior attrice protagonista. Queste le sue parole sul palco: «Io mi auguro che il cinema possa avere sempre, sempre, sempre di più successo, meraviglia e fantasia e gioia… E gioia mia non deve finire mai. E che riaprano le sale cinematografiche grandi come questa, non se ne può più di quelle salette micragnose dove il film non viene visto».

GIUSEPPE LAMI
GIUSEPPE LAMI
L'attrice alla cerimonia dei david di Dinatello con la statuetta per la Migliore attrice protagonista per il film "Gioia mia" (ANSA)

Ma chi è questa attrice che gli spettatori sentono di aver già visto più volte ma non hanno forse mai associato a un nome e a una lunga carriera sia teatrale sia cinematografica?

Aurora Quattrocchi, conosciuta anche con il soprannome di “Rori”, è nata il 18 marzo 1943 a Mattuglie, in Istria (oggi in Croazia), da genitori palermitani. Dopo la morte della madre, quando era ancora bambina, si trasferì a Palermo, città con cui ha mantenuto un forte legame culturale e artistico. Debuttò in teatro nel 1974 con lo spettacolo Attore con la O chiusa di e con Franco Scaldati. Nel corso della sua lunga carriera teatrale ha collaborato con importanti artisti italiani, tra cui Luigi Maria Burruano, John Turturro e Moni Ovadia, recitando in teatri prestigiosi come il Piccolo Teatro di Milano e il Teatro Argentina di Roma.

Il debutto cinematografico arrivò nel 1989, quando lei ha 46 anni, con il film Mery per sempre di Marco Risi (è la madre della giovanissima prostituta transgender Mery che finisce in carcere, e tornerà nello stesso ruolo nel sequel Ragazzi fuori). Negli anni successivi ha preso parte a numerosi film importanti del cinema italiano, tra cui Malèna di Giuseppe Tornatore, I cento passi di Marco Tullio Giordana, Nuovomondo di Emanuele Crialese (qualcuno ricorderà la scena del rimpatrio di Donna Fortunata a Ellis Island) e Anime nere di Francesco Munzi.

L'attrice Giselda Volodi (Loredana) insieme a Fabrizio Falco (Tancredi) e Aurora Quattrocchi (Nonna Rosa) durante una scena del film "E' stato il figlio", regia di Daniele Ciprì, 2012. (ANSA)
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Aurora Quattrocchi con il regista Mario Martone e Pierfrancesco Favino al Festival di Cannes nel 2022, dove era stato presentato il film Nostalgia (EPA)

Ma è forse con la sua partecipazione al film di Mario Martone Nostalgia che consegna uno dei suoi ruoli più dolenti, che commosse Cannes e che le fece ottenere le candidature ai premi David di Donatello e Nastri d’Argento come migliore attrice non protagonista. È la madre di Pierfrancesco Favino, uno scrittore che è rimasto lontano da Napoli per molti anni e che la ritrova ormai anziana e fragile decide di prendersi cura di lei. Toccante la scena in cui lui la prende in braccio per farle in bagno, come in una sorta di Pietà al contrario, dove è appunto il figlio a tenere tra le braccia la madre.

Tra i suoi lavori più recenti e apprezzati figura anche La stranezza di Roberto Andò e Che Dio perdona a tutti di Pif (dove è la madre centenaria dell’anziano notabile che si ostina a voler interpretare Gesù nella via Crucis).

Anche in televisione è molto conosciuta: ha partecipato a serie e fiction come Il giovane Montalbano, La mafia uccide solo d'estate, Fratelli Caputo. Ha partecipato anche ad alcune produzioni di respiro internazionale quali Trust, The Bad Guy e The White Lotus. 

Nel 2022 ha ricevuto un premio alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, mentre nel 2025 ha vinto il Pardo per la migliore interpretazione femminile al Festival di Locarno per il film Gioia mia.

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Aurora Quattrocchi a Locarno con il Pardo d'oro per la miglior interpretazione in "Gioai mia" (EPA)

Nel dicembre del 2022 le venne dedicata una statuina nel "presepe favoloso", opera monumentale permanente ubicata nella basilica di Santa Maria della Sanità di Napoli, accanto ad altre statuine dedicate a illustri rappresentanti del teatro e della cultura italiana.

Il film Gioia mia

Gioia mia, uscito nel 2025 nelle sale, ai David di Dontaelloi ha vinto anche il premio per il miglior esordio alla regia (Margherita Spampinato . Questa la storia: Nico, un ragazzino di undici anni cresciuto in un mondo moderno e iperconnesso, è costretto a trascorrere l’estate in Sicilia dalla zia Gela, un’anziana donna religiosa e burbera interpretata da Aurora Quattrocchi. Nel vecchio palazzo della zia non ci sono wi-fi né comodità moderne: Nico si trova così immerso in un ambiente fatto di superstizioni, rituali religiosi e ritmi lenti. All’inizio il rapporto tra i due è difficile, segnato dallo scontro tra generazioni e modi opposti di vedere il mondo. Con il passare del tempo, però, tra litigi, scoperte e momenti condivisi nasce un legame profondo e inatteso che cambierà entrambi.

Una scena del film "Gioia mia" diretto da Margherita Spampinato