Dopo le pagelle alle canzoni di Sanremo, arriva la prima bocciatura del festival della musica italiana: quella del comico Pucci, scelto da Carlo Conti come co-conduttore della terza serata. Pucci non è stato bocciato dalla direzione artistica ma dal pubblico che, una volta scoperto il ruolo che il cabarettista avrebbe ricoperto, si è riversato sui social a protestare. Ma da dove nasce tutto questo odio mediatico?

Per capirlo bisogna inquadrare a fondo il personaggio di Andrea Baccan. In arte Pucci, classe 1965, milanese ma con origini venete. I suoi esordi sul palco sono legati all’attività di animatore nei villaggi turistici. Proprio in questo contesto conobbe Tiberio Timperi che lo fece partecipare a La sai l’ultima?. Qui il conduttore Pippo Franco lo ribattezzò Pucci, dandogli il nome d’arte che l’avrebbe reso famoso nel panorama della comicità italiana. Cresce professionalmente nei circuiti del cabaret portando in scena una comicità molto “tradizionale”, legata a battute su stereotipi come quelli del rapporto con la moglie sempre pronta a bacchettarlo per qualsiasi cosa.

Nel tempo prende parte a programmi televisivi che ne aumentano la notorietà, soprattutto Colorado e Quelli che il calcio. La sua popolarità cresce sempre di più, portando molto spesso al tutto esaurito nei suoi spettacoli a teatro o nei palazzetti. La ciliegina sulla torta della sua carriera è arrivata nel 2023 con il riconoscimento dell’Ambrogino d’Oro, la massima onorificenza milanese.

FOTOGRAMMA
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Il comico Andrea Pucci e il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante la consegna delle civiche benemerenze Ambrogini. ANSA/ DUILIO PIAGGESI (ANSA)

Tuttavia, è proprio in questa "tradizione" che risiede la radice della polemica. La comicità di Pucci è rimasta, per molti versi, impermeabile al cambiamento dei tempi. Se da un lato il suo stile riesce a farsi apprezzare una larga fetta di pubblico che si identifica nelle dinamiche del "milanese imbruttito" o del marito tormentato, dall'altro appare oggi un po’ retrogrado. Il suo repertorio si fonda su una visione del mondo e dei rapporti di genere che molti giudicano negativamente, fatta di cliché che la società moderna sta cercando di superare.

Qualche esempio? le battute rivolte qualche tempo fa a Elly Schlein di cui prendeva le foto venute così così e poi aggiungeva: «Già che ci sei dentista e orecchie no? Ridicola». Oppure: «Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme». Durante uno spettacolo comico dal vivo, il comico avrebbe preso in giro Tommaso Zorzi, influencer e personaggio televisivo apertamente gay, con una controversa battuta sui tamponi (ai tempi della pandemia).

A questo si aggiunge la questione politica. Pucci non ha mai nascosto le sue simpatie per la destra, posizionamento che lo ha reso un bersaglio facile in un contesto polarizzato come quello di Sanremo. Per i suoi detrattori, la scelta di Conti non era solo un ritorno a una comicità "vecchia scuola", ma un segnale politico che stride con la linea più progressista e inclusiva seguita dal Festival nelle ultime edizioni. Un polverone mediatico e politico che ha avuto un sussulto quando Pucci ha deciso di rinunciare a Sanremo.