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Arriva nelle sale italiane il 13, 14 e 15 aprile Il figlio più bello, il nuovo documentario diretto da Giovanni Piperno e Stefano Rulli, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.
Il film attraversa oltre quarant’anni di vita familiare e mette al centro il legame profondo e complesso tra un padre e un figlio con disturbo dello spettro autistico. Una storia che affonda le radici alla fine degli anni Settanta, quando Matteo nasce, nel 1978, in un’Italia in cui – come ricorda il racconto – “non si sa cosa sia l’autismo”.


I suoi genitori, la scrittrice Clara Sereni e lo stesso Rulli, affrontano anni difficili segnati da diagnosi errate, notti insonni e crisi improvvise. In un contesto impreparato, la loro esperienza si trasforma in una battaglia insieme privata e politica, che porterà alla nascita a Perugia della Fondazione “La Città del Sole”, fondata su un modello innovativo di convivenza tra giovani con sofferenze psichiche e studenti universitari.
Ma la pellicola non si limita a raccontare un’esperienza pionieristica sull’autismo. È soprattutto il viaggio emotivo di un padre chiamato a confrontarsi con il distacco, con il bisogno di lasciare andare il proprio figlio e riconoscerne l’autonomia.
Oggi Matteo è un uomo adulto: vive con altri coinquilini ed è pronto a partire per un viaggio in Vietnam. Un traguardo impensabile anni prima, che però riapre nel padre ferite mai del tutto rimarginate. «Matteo che faceva un viaggio di un mese con un’altra persona in Vietnam era l’immagine di quanta strada aveva fatto per andare nel mondo senza bisogno di me», racconta Rulli.
Da qui nasce una delle domande centrali del film: cosa significa amare un figlio quando il rischio è quello di trasformare l’amore in protezione eccessiva? E come accettarne l’indipendenza dopo anni in cui la sua sopravvivenza sembrava dipendere dalla presenza costante dei genitori?
A vent’anni da Un silenzio particolare, Rulli torna davanti alla macchina da presa utilizzando materiali familiari raccolti nel tempo, affiancato dallo sguardo di Piperno. «Matteo è sempre al centro della storia, ma è raccontato da me e da Giovanni con sguardi convergenti e insieme diversi», spiega il regista. Una doppia regia che tiene insieme memoria e presente, fragilità e conquista, dimensione privata e collettiva.
Accolto alla Festa del Cinema di Roma come uno dei documentari più toccanti dell’edizione, Il figlio più bello è stato definito dalla critica un’opera capace di trasformare un’esperienza individuale in una riflessione universale. Non solo un film sull’autismo, ma un racconto sull’amore genitoriale, sul senso di colpa e sulla paura di non essere all’altezza, fino alla difficile accettazione che i figli possano costruire un mondo che non ci appartiene.
Un documentario che evita facili consolazioni e non nasconde le fragilità. «Stefano non ama particolarmente essere al centro della scena […] ma si è messo in gioco fino in fondo», osserva Piperno. Ne emerge un racconto autentico, fatto anche di errori, incertezze e fatica, in cui lo stesso Rulli sceglie di esporsi senza filtri.
Distribuito da Wanted, Il figlio più bello sarà nelle sale italiane per tre giorni, dal 13 al 15 aprile.







