PHOTO
Chi conosce l’opera di Bianca Pitzorno sa che ha avuto tante anime letterarie, con un filo conduttore: la grande capacità di intrecciare storie che rendono vivi i suoi personaggi, adulti o bambini che siano, dosando gli eventi realistici con l’affabulazione e, in molti casi, mettendo al servizio delle storie la sua profonda cultura. Ritroviamo tutti questi elementi nel suo ultimo romanzo La sonnambula (Bompiani), con cui a 83 anni, senza concedersi ai riti dei tour promozionali, è balzata in cima alle classifiche dei più venduti, ed è arrivata nella selezione dei 12 libri finalisti del Premio Strega.


Pochi anni dopo l’Unità d’Italia, in una città sarda dal nome immaginario approda una giovane in fuga da un marito con un titolo nobiliare ma un’indole violenta e spregiudicata, che l’aveva sposata confidando che alcuni suoi poteri profetici potessero aiutarlo a vincere alle corse dei cavalli. Quando scopre che la giovane non può disporre volontariamente di quei poteri, tenta di avvelenarla per sposare una ricca vedova. Cosa può fare una donna costretta a nascondersi sotto una falsa identità per sopravvivere? Con intraprendenza e spirito pratico, Olimpia gioca con quel dono ingombrante e involontario per inventarsi la professione di sonnambula, cioè, secondo l’accezione del tempo, capace di agire attraverso un fantomatico magnetismo. Simulando stati di trans, risponde alle domande delle sue clienti, donne borghesi annoiate ma anche spesso incapaci di trovare altrove conforto. In realtà Olimpia è un’attenta osservatrice che riesce a raccogliere prima di ogni seduta informazioni preziose per elaborare i suoi “vaticini”.
In una società dove la moderna scienza è ancora in divenire, e convive con credenze antiche, Olimpia è un po’ confidente, un po’ psicologa ante litteram, sicuramente una donna che sa ritagliarsi una sua libertà. Dopo l’esperienza traumatica con il marito, Olimpia ha rinunciato all’idea di innamorarsi, fino a quando non si presenta in cerca dei suoi servizi un giovane marito inconsolabile per la prematura scomparsa dell’adorata moglie. È un uomo gentile, sensibile, e il loro rapporto si trasforma da amicizia in qualcosa di più profondo. I colpi di scena si sprecano, in un romanzo che ha tutti gli ingredienti di un feuilleton che sa sorprendere ma che ha salde radici nella tradizione.




