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La vincitrice Lucia Visonà durante la premiazione
È Il cuoco giapponese di Lucia Visonà, pubblicato da Einaudi, a vincere il primo premio della decima edizione del Premio Enoletterario Vermentino. Ad Anna Pavignano è andato invece il “Premio Territorio” per il romanzo Come il sale sulla pelle, edito da Piemme: un riconoscimento speciale destinato alle opere capaci di raccontare l’identità, la storia e le dinamiche sociali dei luoghi. I due premi sono stati assegnati a Olbia, durante la cerimonia che ha celebrato i dieci anni del concorso promosso dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna, nato per mettere in dialogo la narrativa contemporanea e la cultura vitivinicola.


I finalisti della decima edizione
La cucina come racconto dell’esistenza
A convincere la giuria tecnica, presieduta da Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna, è stato il romanzo d’esordio di Lucia Visonà. In Il cuoco giapponese, la preparazione del cibo e la disciplina della cucina diventano strumenti per esplorare la memoria, le domande dell’esistenza e l’incontro fra culture diverse. La vittoria premia una voce letteraria capace di partire da un gesto quotidiano, quello del cucinare, per allargare lo sguardo sulle esperienze umane e sulle relazioni. La cucina, del resto, è anche un linguaggio fatto di gesti, conoscenze tramandate e tradizioni: un patrimonio che, come la letteratura, custodisce storie e identità.
Le storie che raccontano i territori
Il Premio Territorio è andato ad Anna Pavignano, scrittrice e sceneggiatrice, per Come il sale sulla pelle. Il riconoscimento è dedicato alle opere capaci di restituire la complessità dei luoghi, la loro storia e le dinamiche sociali che li attraversano. Nel romanzo, i paesaggi si intrecciano con le vicende dei protagonisti, dando forma a un racconto in cui lo spazio geografico non è soltanto uno sfondo, ma parte integrante delle esperienze e delle relazioni umane. È proprio in questa capacità di raccontare i luoghi attraverso le persone che si incontra uno dei fili conduttori del Premio Enoletterario Vermentino: riconoscere nella letteratura uno strumento per comprendere le comunità, conservarne la memoria e dare voce alle loro trasformazioni.


Un momento della cerimonia finale di premiazione
Dieci anni tra letteratura e cultura del vino
La cerimonia conclusiva si è svolta a Olbia ed è stata condotta dall’attrice e scrittrice Clizia Fornasier, già tra le finaliste della precedente edizione del concorso. La mattinata ha alternato interventi istituzionali, approfondimenti critici e letture di brani delle opere in gara. «Raggiungere il traguardo dei dieci anni rappresenta motivo di grande orgoglio per l’intero sistema economico e culturale del nostro territorio», ha dichiarato Stefano Visconti. Il presidente ha sottolineato il legame tra narrazione d’autore e tradizione vitivinicola, indicando nel premio un’occasione per promuovere il talento letterario e far conoscere l’eccellenza del territorio oltre i confini regionali.
Il decennale conferma così la vocazione della manifestazione: mettere in relazione due forme di racconto della cultura, quella affidata alle pagine dei libri e quella che passa attraverso i prodotti, i saperi e le tradizioni del mondo del vino. Un dialogo che, partendo dalla Sardegna, valorizza un patrimonio fatto di memoria, identità e storie da condividere.





