PHOTO
“Il sottoscritto figlio di Claudio nato a Parma il 25 marzo 1867 domiciliato a Milano, residente a Milano - via Durini 20 di condizione agiata avendo tutti i requisiti di eleggibilità richiesti dalla vigente legge elettorale politica, dichiara di accettare siccome accetta la candidatura per il collegio di Milano nelle elezioni politiche che avranno luogo il 16 Novembre 1919 propugnata nella lista ‘blocco fascista’ che si distingue col contrassegno figurante un fascio di verghe con in mezzo una scure”. Questo è il documento che Arturo Toscanini firmò presso un notaio il 25 ottobre 1919. Nelle elezioni il maestro prese 5.114 voti, non fu eletto e “forse si era reso conto di aver fatto un passo sbagliato”, scrive Mauro Balestrazzi nel suo saggio Il ritorno del Maestro. Toscanini, il fascismo, la guerra e la storica riapertura della Scala (LIM-Tascabili).
Balestrazzi, giornalista e scrittore, dal 2007 collaboratore del mensile Classic Voice, spiega che non si può comprendere il vero significato della presenza di Toscanini sul podio del Teatro alla Scala l’11 maggio 1946 per dirigere il concerto di riapertura della sala dopo i bombardamenti della guerra, senza ripercorrere la storia del nostro paese a partire dalla nascita del fascismo. E il suo racconto parte proprio dal 1919 intrecciando musica e politica, l’ascesa del fascismo, la nascita della dittatura che spinse Toscanini a un esilio di otto anni, la guerra e le bombe sul più importante teatro italiano.
Balestrazzi ha il merito di compiere uno straordinario lavoro di ricerca tra fonti bibliografiche, gli archivi (soprattutto quello centrale dello Stato e l’archivio storico del Teatro alla Scala) e i giornali del tempo. Alcuni di questi documenti sono riprodotti in una sezione del libro. Tra questi, il resoconto di una intercettazione telefonica del 19 ottobre del 1935 con critiche di Toscanini al regime (Balestrazzi insinua che probabilmente il maestro, sapendo di essere spiato, ci prendeva ancora più gusto nel criticare il fascismo). Tra le foto spicca quella del 24 aprile del 1946, con Toscanini che scende dal treno a Ponte Chiasso per rimettere piede in Italia dopo l’esilio. Memorabile il racconto del concerto per la riapertura della Scala, terminato poco prima della mezzanotte con la folla in delirio. Prima, durante e dopo il concerto i minuti di applausi furono 37




