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Carlo Fiore, musicologo e art director, docente di Storia della musica al Conservatorio di Palermo e critico musicale collaboratore del mensile Classic Voice ha scritto un libro geniale che farà la gioia degli appassionati di musica, di cinema e delle serie televisive. Grazie ad un ammirevole e meticoloso lavoro di ricerca e documentazione, Fiore racconta come nei film e nelle serie tv la musica classica sia quasi sempre identificata come “la musica dei cattivi”.


Il tema è ben introdotto anche fin dalla copertina, in cui si vede il profilo oscuro di Marlon Brando che nei panni del Padrino suona il pianoforte.
Gli esempi del rapporto stretto fra cattivi e celebri brani della musica classica sono innumerevoli. Fiore ricorda che “il caso più studiato di musica dei cattivi” è quello rappresentato nel film del 1991 Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme (a sua volta tratto dal romanzo omonimo di Thomas Harris). L’attore Anthony Hopkins, nei panni di uno spietato serial killer antropofago, è un fan delle sublimi Variazioni “Goldberg”, il capolavoro per clavicembalo, un'aria con trenta variazioni, composte da Johann Sebastian Bach fra il 1741 e il 1745.
Sessanta anni prima in M- Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang (ma il sottotitolo originale era “Una città è alla ricerca di un assassino”) il protagonista uccisore di bambini fischietta un brano del compositore norvegese Edvard Grieg. In Arancia Meccanica di Stanley Kubrick la musica di Ludwig van Beethoven è, insieme alla violenza, la passione del protagonista. E come dimenticare la scena cult di Apocalipse Now (film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola), con la Cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner che accompagna a tutto volume, un attacco di elicotteri contro un villaggio vietnamita?
Il libro di Carlo Fiore è davvero una miniera infinita di curiosità e induce ad affiancare la lettura con l’esplorazione delle piattaforme di musica e video in streaming. Intrigante il capitolo dedicato alla musica dei vampiri, creature che hanno ispirato compositori come Mario Castelnuovo-Tedesco, Ennio Morricone, Bruno Nicolai, Aaron Copland, John Williams. Nell’ultimo capitolo del libro Carlo Fiore ci racconta che per fortuna c’è anche una “musica dei buoni”. Si tratta di un “certo numero di buoni e di eroi letterari e cinematografici col pallino per la musica, che gli viene giustificato perché necessario (li avvicina ai cattivi rendendoli più efficaci come contromisura) e perché comunque sono persone eccentriche, indipendenti, talora poco socievoli, niente affatto inclini a rispettare gerarchie”. Tra questi “buoni” spicca l’investigatore Sherlock Holmes, violinista dilettante e tuttologo intenditore di musica.
Carlo Fiore
La musica dei cattivi
Neri Pozza





