Pensare la pace non è un’utopia: da questa premessa nasce il festival “Re-Imagine Peace” dal 10 al 12 luglio a Firenze, nell’ambito della rassegna Estate Fiorentina, sotto la direzione artistica delle artiste e attiviste Noa e Mira Awad, nuovamente insieme in Italia dopo il successo dell’esibizione a Sanremo 2025, insieme al chitarrista, arrangiatore e produttore Gil Dor. Co-direttrice artistica Tamar Tal Anati.

Israeli singer Noa (L) and Palestinian singer Mira Awad (R) perform on stage at the Ariston theatre during the 75th edition of the Sanremo Italian Song Festival, in Sanremo, Italy, 11
Israeli singer Noa (L) and Palestinian singer Mira Awad (R) perform on stage at the Ariston theatre during the 75th edition of the Sanremo Italian Song Festival, in Sanremo, Italy, 11
Noa e Mira Awad al Festival di Sanremo 2025 (ANSA)

Per tre giorni Firenze ospiterà concerti, cinema, incontri, performance, momenti di dialogo ed esperienze aperte alla città e al pubblico, con l’obiettivo di creare occasioni di ascolto e confronto attraverso la cultura e le arti. Il festival culminerà in un grande concerto All-Star all’Anfiteatro delle Cascine, dove artisti israeliani, palestinesi e italiani saliranno insieme sul palco in una celebrazione collettiva della musica come linguaggio universale capace di travalicare i confini. Contribuiranno al dialogo di pace con la loro voce anche il Patriarca Latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e l’attore e regista Neri Marcorè. Così ci ha detto Noa sullo spirito di questo evento in questo momento storico: «L'evento di Firenze è un atto di sfida contro chi alimenta la paura e la guerra, contro la polarizzazione, l'odio e la violenza. Noi diciamo: deve esserci un'altra strada! Abbiamo in programma tre giorni di incontri, spettacoli, dialoghi, proiezioni di film e video, eventi interreligiosi, tavole rotonde, momenti di cucina condivisa, preghiera e tanta splendida musica. Invitiamo tutti a partecipare: tutti gli eventi sono gratuiti! Vogliamo dare vita a conversazioni che non abbiano paura di affrontare i luoghi più profondi e dolorosi, senza fuggire, ma scegliendo di restare insieme, con il dolore, la frustrazione, la speranza e i sogni. Sappiamo di non poter cambiare il passato, ma possiamo certamente cambiare il futuro. Dobbiamo piangere insieme, se un giorno vogliamo poter ridere insieme. Dobbiamo imparare a immaginare di nuovo noi stessi e gli altri, facendo spazio, nelle nostre narrazioni, a uno sguardo più ampio, più compassionevole, più sensibile, più ricco di sfumature. Dobbiamo scrivere una nuova storia: quella vecchia non è più significativa né utile per noi».

In questo percorso Firenze rappresenta il contesto ideale per un’iniziativa dedicata al dialogo e alla convivenza, raccogliendo l’eredità civile di figure come Giorgio La Pira e Mario Primicerio. La città è inoltre da anni luogo di collaborazione tra le comunità religiose delle tre fedi monoteiste.

Un frame dal video in cui la cantante israeliana Noa intona una canzone tradizionale dello Shabba, nella chiesa francescana di san Salvatore al Monte a Firenze. (ANSA)

Il programma del Festival include una rassegna cinematografica, con documentari pluripremiati, dedicata a storie di dolore e speranza, con titoli come There is Another Way, Coexistence, My Ass e The Orchestra with the Broken Instruments, seguita da panel di approfondimento e concerti speciali. Tra le partecipanti al progetto figurano Robi Damelin e Bushra Awad, provenienti rispettivamente da Israele e Palestina e da tempo impegnate in percorsi di dialogo e costruzione della pace. Per il loro impegno hanno ricevuto il Fiorino d’Oro, la più alta onorificenza civica conferita dalla città di Firenze.

Spazio anche alla cultura gastronomica con “Peace Recipe”, evento ospitato al Teatro del Sale con chef israeliani e palestinesi, e alla musica classica con un concerto per due pianisti, provenienti da Ramallah e Tel Aviv, impegnati in un’esecuzione a quattro mani. Il festival propone inoltre una marcia e preghiera interreligiosa in collaborazione con il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, con la partecipazione delle comunità ebraica, cristiana e musulmana, e una serie di incontri con attivisti e protagonisti del dialogo internazionale.

Il programma si completa con il lancio del libro The Future is Peace e con un evento di musica elettronica e danza che coinvolge DJ del collettivo del festival, in una chiusura dedicata alla contaminazione tra linguaggi e pubblici diversi.

Così Noa su cosa intende per pace: «La pace arriverà davvero solo con un livello più elevato di consapevolezza, con un'espansione della coscienza globale, con una profonda comprensione dell'interconnessione di tutta la vita e dell'interdipendenza di tutti gli esseri viventi. Dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri, nella consapevolezza che siamo tutti parte di un'unica realtà vivente. Questo lavoro può essere compiuto da ciascuno di noi, attraverso un percorso spirituale che può assumere forme e discipline diverse: la meditazione, la gentilezza radicale, la compassione, la pratica della consapevolezza. L'importanza di un lavoro interiore profondo, personale e autentico non può essere sottovalutata».

Chi è Noa

Cantautrice e percussionista di origini yemenite, israeliane e americane, nel corso della sua carriera, Noa ha affiancato all’attività musicale un impegno costante in ambito umanitario, ottenendo diversi riconoscimenti internazionali. È stata inoltre accostata a interpreti come Barbra Streisand, Joan Baez, Nana Mouskouri, Joni Mitchell ed Elis Regina. Nel suo percorso ha collaborato con artisti e produttori di primo piano, tra cui Quincy Jones, Sting e Pat Metheny, produttore del suo primo album internazionale “Noa” (1994).

Tra le esperienze più rilevanti: l’esecuzione dell’Ave Maria in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II, la partecipazione al raduno per la pace in cui fu assassinato Yitzhak Rabin e la collaborazione alla colonna sonora del film premio Oscar La vita è bella.

Nelle prossime settimane Noa porta in tour in Italia il nuovo album “The Giver and the Sea”.Tra le tappe quella del 24 luglio al del Festival internazionale del jazz di La Spezia, il 28 luglio alla Casa del Jazz di Roma e il 5 settembre a Sasso Morelli all’interno dell’ Emilia Romagna Festival.

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