«Peppino, dammi una mano anche tu». La richiesta di padre Maurizio Patriciello era nata dal cuore di una battaglia difficile, quella per la Terra dei Fuochi, il territorio tra Napoli e Caserta segnato dall’emergenza ambientale e dal dramma dei roghi dei rifiuti. La risposta di Peppino Di Capri, scomparso sabato all’età di 87 anni, fu semplice, ma racchiudeva tutta la sua sensibilità: «Posso solo cantare. Posso aiutarti così».

Da quell’incontro nacque un’amicizia profonda tra due uomini apparentemente lontani per storia e professione: da una parte il parroco del Parco Verde di Caivano, da anni impegnato contro la camorra e per la dignità delle periferie; dall’altra uno dei più grandi protagonisti della musica italiana del Novecento, capace con le sue canzoni di attraversare generazioni. «Lo conobbi in occasione di un premio che prendemmo insieme», ha raccontato Patriciello, «c’era la battaglia per la Terra dei Fuochi e gli dissi: “Peppino dammi una mano anche tu”. Lui mi rispose: “Posso solo cantare. Posso aiutarti così”».

E quella promessa il cantante la mantenne. Il 13 dicembre 2018 Peppino Di Capri salì sul palco del Parco Verde di Caivano per un concerto che rimase impresso nella memoria della comunità. Una serata di musica e speranza in un luogo spesso raccontato soltanto attraverso le sue ferite.

«Fu un evento indimenticabile», ricorda don Patriciello, «portò musica e solidarietà in una periferia tanto difficile. Ballavano tutti, anche in chiesa».

Quel legame non si fermò a quell’appuntamento. L’amicizia tra il sacerdote e l’artista proseguì anche attraverso la televisione. Patriciello, ospite della trasmissione di Rai 1 A sua immagine per commentare il Vangelo, pensò proprio a Peppino Di Capri per raccontare la sua storia: «Girammmo una puntata in parte a Capri e in parte a Napoli, nella sua abitazione. Gli mettemmo casa sottosopra. Tra noi era nata una bella amicizia».

Peppino Di Capri al Festival di Sanremo 2023 con Amadeus
Peppino Di Capri al Festival di Sanremo 2023 con Amadeus

Peppino Di Capri al Festival di Sanremo 2023 con Amadeus

(ANSA)

Una vicinanza fatta di semplicità, stima e condivisione di valori. Per Patriciello, Peppino Di Capri non era soltanto un grande artista, ma una persona capace di mettere il proprio talento al servizio degli altri.

La notizia della sua morte ha lasciato nel sacerdote un grande dolore. «Ho provato tanta tristezza», confida, «poi mi sono ricordato di avergli chiesto, qualche tempo fa, quanti figli fossero nati con le sue canzoni. Lui mi rispose subito: “Tanti, tanti”». Una frase che oggi assume il valore di un ultimo saluto a un uomo che, attraverso la musica, ha accompagnato amori, sogni e ricordi di intere generazioni.

«Si sta spegnendo un’epoca», dice don Patriciello, «il Signore lo abbia in gloria. Domani (domenica 12 luglio, ndr) gli dedicheremo la messa: in ricordo delle nostre battaglie, in ricordo di un amico».

Per il parroco di Caivano resta il ricordo di un artista che aveva scelto di esserci, non soltanto con le sue canzoni, ma anche con la sua presenza. Un gesto concreto di vicinanza verso una terra ferita, nel segno della musica come strumento di incontro e di speranza.