PHOTO
A 45 anni dalla scomparsa, la voce ironica e graffiante di Rino Gaetano continua a parlare al presente. Il cantautore crotonese, morto a soli trent’anni, il 2 giugno 1981, per un incidente stradale, resta un simbolo di un’Italia anticonformista, capace di denunciare il potere e le contraddizioni sociali con testi surreali e pungenti. Ma c’è un tema, purtroppo ancora attuale, che emerge più di altri dalle sue canzoni. Così ricorrente da diventare il filo conduttore del “Rino Gaetano Day” che si tiene a Roma proprio il due giugno. Ed è la costante celebrazione di donne libere, autonome e lontane da ogni stereotipo di sottomissione.
Nato a Crotone nel 1950, Gaetano si trasferì bambino a Roma, nel popolare quartiere di Monte Sacro, dove mosse i primi passi nella musica esibendosi al leggendario Folkstudio. La fama nazionale arrivò con l’album “Mio fratello è figlio unico” (1976) e la partecipazione al Festival di Sanremo del 1978 con il singolo “Gianna”. Con quel brano si aggiudicò il terzo posto e un successo di oltre seicentomila copie vendute.
La sua poetica, spesso "nonsense" e ironica, mascherava una vena satirica e civile feroce. A riprova della sua lungimiranza, nei testi campeggiano figure femminili indimenticabili: dalle ragazze emancipate di Gianna e Aida, alle donne protagoniste delle sue narrazioni, capaci di capovolgere ruoli e convenzioni sociali ancora prima che se ne parlasse ampiamente.
Per questo, la sedicesima edizione del “Rino Gaetano Day”, in programma il due giugno al Parco Arena Rino Gaetano, proprio nel quartiere romano di Montesacro, ha scelto di puntare i riflettori sul contrasto alla violenza sulle donne e sulla necessità di un cambiamento culturale profondo. A cinquant’anni dalla pubblicazione di “Mio fratello è figlio unico” e a 45 da “A mano a mano” (che con l’occasione viene ripubblicato in vinile), il talk centrale dell’evento, moderato dalla giornalista Metis Di Meo, analizza come l’opera di Gaetano sia costellata da «oltre trenta nomi di donne autonome, ironiche ed emancipate».
Al talk prenderà parte anche Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione “Una Nessuna Centomila”, e verrà rilanciato il percorso avviato nel 2025 con Gino Cecchettin e la fondazione intitolata alla figlia Giulia.
«Non è l’inasprimento delle pene che cambia le cose, ma la capacità di educare al rispetto e ai sentimenti», aveva dichiarato Cecchettin intervenendo lo scorso anno alla kermesse. E rivelando che «Giulia amava “Sfiorivano le viole”, la canzone di Gaetano che parla di un amore che non arriva a compimento».
Dalle 21 del 2 giugno sul palco salirà la Rino Gaetano Band, la formazione ufficiale guidata dal nipote Alessandro Gaetano insieme con Michele Amadori, Alberto Lombardi, Ivan Almadori, Fabio Fraschini e Marco Rovinelli, «da anni», si legge nel comunicato dell’evento, «impegnata con rigore, continuità e passione nel custodire e reinterpretare dal vivo il repertorio del cantautore». Insieme con loro, numerosi ospiti interpreteranno i successi del cantautore in versioni inedite: Giulia Mei, Danielle, Davide De Luca, Diana Tejera, Vanessa Cremaschi, Artù, Fasma e Primogenito.




