Ci sono storie incredibili, commoventi, positive che non ci stancheremmo mai di ascoltare o di guardare. Come quella raccontata nel film appena reso disponibile sulla piattaforma Netflix, Non abbiamo bisogno di parole, con protagonista la giovane cantautrice Sarah Toscano al suo debutto nella recitazione, e Serena Rossi nel ruolo della sua maestra di canto.

Sarah Toscano e Serena Rossi

La trama

Nata da una coppia di genitori, Caterina e Alessandro, non udenti e muti, così come il fratello Francesco, la sedicenne Elettra si è fatta sempre carico della sua famiglia attraverso la sua voce. Ogni giorno aiuta la famiglia a comunicare con il mondo esterno e a gestire le attività quotidiane, assumendo un ruolo centrale nella loro vita. Una volta scoperto il suo talento per il canto, la sua insegnante Giuliana la incoraggia a intraprendere un percorso musicale più avanzato, che la porterebbe a trasferirsi lontano da casa. Eletta deve così affrontare la difficoltà di conciliare il suo sogno con le esigenze della famiglia.Se questa storia vi sembra familiare non vi sbagliate. Il primo a raccontarla è stato il film francese La famiglia Bèlier (2014).

La storia vera e il film francese

Una scena di La famiglia Bèlier"

Il film si basa su un libro autobiografico scritto da Véronique Poulain dal titolo Les mots qu’on ne me dit pas ( “Le parole che non mi dicono”). L’autrice è la figlia udente di due genitori sordi, Jean-Claude e Josette Poulain. Lui era operaio, lei dattilografa, ma quando Véronique ha quindici anni decisero di fondare un teatro per sordi, nel quale anche lei talvolta recitava. Ha poi continuato a lavorare nel mondo dello spettacolo e per 15 anni è stata l’assistente di Guy Bedos, celebre attore e comico francese.

Anche lo zio di Véronique Poulain, Guy Bouchauveau, nato nel 1944, e fratello di sua madre, era sordo. Nel 1980 iniziò una fortunata carriera come comico in lingua dei segni e portò in tournée i suoi one-man show in Francia, in Europa e negli Stati Uniti: divenne rapidamente molto famoso nel mondo dei sordi. Partecipò al film intitolato L’Abbé de L’Épée, diretto da Michel Rouvière, nel quale interpretò l’abate protagonista. A partire dal 1986 fu assunto come guida in lingua dei segni francese alla Cité des sciences et de l’industrie di Parigi, dove fu il primo mediatore sordo e vi rimase per diciotto anni, fino al pensionamento nel 2004. È scomparso nel 2016

L’autobiografia di Véronique Poulain è stata lo spunto su cui poi gli sceneggiatori hanno costruito una storia dove il dramma si stempera con la leggerezza e nell’ironia. Nel film la protagonista Paula era interpretata da Louane Emera, ex concorrente dell'edizione francese di The Voice, che per il film aveva imparato il linguaggio dei segni e aveva vinto il Premio César come Miglior promessa femminile.

Il remake americano

Una scena di Coda-I segreti del cuore

La famiglia Bélier ha poi ispirato un remake americano, CODA – I segni del cuore, uscito nel 2021 e vincitore di tre Oscar (il miglior film, la migliore sceneggiatura non originale e il miglior attore non protagonista a Troy Kotsur nei panni del padre della protagonista). In questo film gli attori sono sordi (mentre non lo è la protagonista Ruby, interpretata da Emilia Jone) e recitano nella lingua dei segni americana.