PHOTO
Si dice che Hitler sia sfuggito a ben 40 attentati, ma probabilmente era una cifra gonfiata per dare una sorta di aura divina di immortale al Fuhrer. Passata invece alla storia come il più grande atto di resistenza militare contro Hitler durante il Terzo Reich fu la cosiddetta Operazione Valchiria, un vero e proprio complotto militare che aveva l’obiettivo di eliminare fisicamente Hitler, poi poi prendere il comando e trattare una resa con il nemico in una guerra già persa che stava infliggendo pesanti perdite sia militari sia civili. L’idea di deporre il dittatore cominciò a delinearsi tra alcuni alti ufficiali tra cui colonnello Henning von Tresckow, che divenne una sorta di leader del complotto quando dal 1942 l’esercito tedesco subì le prime sconfitte militari.
Nei primi mesi del 1943 furono organizzati tre diversi attentati, nessuno dei quali ebbe successo.Nell’estate del 1943 ai cospiratori si unì il tenente colonnello Claus von Stauffenberg, un uomo di fede cattolica e di ideologia conservatrice, che nella guerra in Africa aveva perso una mano e un occhio.


I cospiratori decisero che, se fossero riusciti a eliminare Hitler, avrebbero preso il potere mediante il piano Valchiria, convincendo il generale Friedrich Fromm, a unirsi a loro. Luogo fissato per l’attentato fu la cosiddetta Tana del lupo, il quartier generale di Hitler situato a Rastenburg, nella Prussia orientale (oggi in Polonia). Si trattava di un sistema di ottanta bunker messi in comunicazione da diverse gallerie e protetto da campi minati, filo spinato e postazioni di artiglieria contraerea. Inoltre erano presenti una stazione ferroviaria, un piccolo aeroporto per permettere i collegamenti con la madrepatria e un collegamento telefonico diretto con Berlino. Le costruzioni erano mimetizzate da una fitta vegetazione e il luogo era costantemente avvolto dalla penombra.


Il piano prevedeva che Stauffenberg, ammesso a una riunione con Hitler e altri militari, avrebbe collocato nella sala una borsa contenente due bombe, per poi allontanarsi con una scusa e rientrare rapidamente a Berlino. Dopo l’esplosione, gli altri cospiratori, avvertiti da un loro collaboratore alla Tana del lupo, avrebbero messo in atto il piano Valchiria. Una volta rovesciato il governo nazista, Carl Goerdeler avrebbe assunto la carica di cancelliere e il generale Beck quella di capo di Stato.
Il 20 luglio 1944 nel corso della riunione ebbe il tempo di attivare solo una delle due bombe ed inoltre, a causa del caldo, la riunione fu tenuta in una sala con le finestre aperte invece che in un bunker, nel quale l’effetto dell’esplosione sarebbe stato più forte. Stauffenberg collocò la borsa con la bomba non lontano da Hitler, e si allontanò. Alle 12,42 la bomba scoppiò: l’esplosione uccise tre ufficiali e uno stenografo, ma Hitler, che si trovava distante dall’ordigno, rimase pressoché illeso.
Stauffenberg, convinto della buona riuscita dell’attentato raggiunse Berlino con il suo aereo personale e cercò di dare avvio al piano Valchiria. Il generale Fromm, avvisato che Hitler era sopravvissuto e rifiutò di unirsi ai cospiratori e nel tentativo di scagionarsi fece arrestare e fucilare Stauffenberg e altri militari; altri ancora si suicidarono,o furono costretti al suicidio La rappresaglia continuò nelle settimane successive quando la Gestapo arrestò circa 5000 persone, molte delle quali coinvolte solo indirettamente nella cospirazione: circa 200 degli arrestati, tra i quali lo stesso Fromm, furono giustiziati dopo "processi farsa".
Tra le persone costrette a togliersi la vita a causa dell’attentato figurava anche Erwin Rommel, il più famoso generale tedesco, che non aveva preso parte al complotto, ma ne era a conoscenza.
La famiglia di Von Stauffenberg venne divisa: i quattro figli, tutti sotto i 10 anni, furono rinchiusi sotto falso nome in un orfanotrofio, la moglie Nina, incinta della quinta figlia, Konstanze, che sarebbe nata il 17 gennaio 1945, a Francoforte sull'Oder, rimase poi prigioniera presso il lago di Braies in provincia di Bolzano. Mentre il fratello maggiore del Colonnello venne giustiziato. Solo all’arrivo delle truppe alleate la famiglia potè riunirsi. Nina è morta nel 2006.


Hitler lasciò definitivamente la Tana del Lupo il 20 novembre quando l'avanzata sovietica raggiunse Angerburg (ora Węgorzewo), a soli 15 chilometri di distanza. Due giorni dopo fu dato l'ordine di distruggere il complesso. Tuttavia la vera demolizione non venne effettuata fino alla notte del 24-25 gennaio 1945, dieci giorni dopo l'inizio dell'offensiva Vistola-Oder. Nonostante l'uso di tonnellate di esplosivo (un bunker richiedeva circa 8 tonnellate di TNT) la maggior parte degli edifici furono solo parzialmente distrutti a causa delle loro strutture rinforzate e delle loro enormi dimensioni. Solo nel 1955 l'area che circondava l'installazione fu completamente sminata (furono rimosse circa 54 000 mine), e in seguito trasformata in un'attrazione turistica.








