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Sul palco del Suzuki Stage, nella serata finale di Sanremo, i Pooh si ritrovano ancora una volta fianco a fianco. È l’ennesimo capitolo di una storia cominciata nel 1966 e che oggi guarda dritto a un traguardo importante: sessant’anni di musica e di vita condivisa. Perché Dodi Battaglia, Red Canzian, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, prima ancora che compagni di band, sono amici veri: di quelli che possono anche allontanarsi, ma poi tornano sempre a cantare insieme.
«I nostri 60 anni di carriera sono stati importanti anche grazie a Sanremo», hanno raccontato a poche ore dall’esibizione. «Nel 1990 abbiamo vinto con Uomini soli e quando abbiamo saputo nella nostra camera che avevamo vinto dalla felicità, abbiamo fatto un salto sul letto e l’abbiamo rotto; nel 2016 abbiamo celebrato i 50 anni con Carlo Conti e poi con Amadeus abbiamo fatto la reunion».
Da Sanremo la band partirà per una lunga tournée fino al 31 dicembre, con concerti live, tra cui tre all’Arena di Verona con l’orchestra sinfonica diretta da Diego Basso. «Dopo i palazzetti dello sport andremo in Canada e negli Stati Uniti».
Da ieri è disponibile la raccolta Pooh, la nostra storia, la compilation definitiva con 75 brani dei 400 incisi.
E ci sono quattro omaggi fatti da quattro altri gruppi. «Tutte le band che hanno iniziato con noi, tranne i Nomadi, sono sparite, ma molte altre band sulla nostra scia sono nate. Non sempre nel nostro mestiere si sente la parola “rispetto” e invece i Negramaro, Le Vibrazioni, i Modà e i Finley hanno fatto questo omaggio per stima nei nostri confronti».
Ecco quanto i Pooh ci hanno raccontato in un’intervista che ci hanno rilasciato nel 2024 in occasione del tour Amici per sempre.





