Un’emozionata ma determinata Laura Pausini si è presentata all’ultima conferenza stampa prima della finale del Festival di Sanremo: «Trentatre anni fa ho vinto tra i Giovani e sono ancora in testa nelle canzoni mandate dalle radio. Non era scontato che verso di me ci fosse ancora così tanto amore»

Sanremo 2026

L’amore per sempre vince Sanremo

L’amore per sempre vince Sanremo
L’amore per sempre vince Sanremo

Per la coconduttrice è già tempo di bilanci: «Questo Festival è un riassunto di tanti generi musicali che raccontano una scrittura che passa da un genere classico a un’innovazione più moderna nei suoni e negli arrangiamenti. Credo sia importante che gli artisti italiani non dimentichino la melodia. Ora la musica in spagnolo, con un ritmo più reggaeton, diventa a livello internazionale più forte. La stessa cosa accade quando esiste una melodia che viene dal nostro passato: anche nelle canzoni dei Måneskin ci sono melodie nostre. È importante imparare dal nostro passato musicale e trovo molti riferimenti a tutto ciò anche nelle canzoni dei giovani. Abbiamo sentito canzoni storiche interpretate dai giovani».

Dopo Sanremo, il pensiero va all’Eurovision e non solo: «Per me l’Eurovision è stato uno dei momenti più belli della mia carriera. È stata un’esperienza interessante anche musicalmente. Invece Sanremo è un batticuore e, per me, il premio di Sanremo è il più importante della mia carriera. Vivo tutto ciò che è legato a questa città in modo profondo e toccante. Fare la presentatrice era una sfida, anche se ho fatto cose simili in manifestazioni di altri Paesi, e l’ho fatto per Carlo Conti, che mi manca già. Una cosa che ho imparato attraverso la musica è di non avere paura di buttarmi: io sto bene quando imparo qualcosa di nuovo».

Il prossimo passaggio, quindi, sarà la direzione artistica? «Anche prima di questo Festival mi ero detta che non avrei mai condotto, e invece ora condurrei sempre. Elisa, se le piacesse, sarebbe molto adatta per la scelta delle nuove canzoni. Ma che sia una donna o un uomo, deve essere una persona capace, perché è un ruolo molto difficile».