Dopo aver vinto il premio delle nuove proposte Niccolò Filippucci ha ricevuto anche il premio per il migliore testo sulle tematiche sociali per Laguna. Premio che da quest’anno è intitolato a Carolina Picchio, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo.

Madrina del Premio è Eleonora Daniele, volto Rai e giornalista molto attenta alle tematiche sociali. Il Presidente di giuria è Filippo Lucci, giornalista e manager pubblico, già Commissario del Comitato Media e Minori del Ministero e Presidente nazionale dei Corecom Italiani.

Niccolò Filippucci, 19 anni, visibilmente emozionato, ha detto: «È importante capire per un ragazzo come me che le parole hanno un peso soprattutto perché stiamo spesso sui social. È molto importante ricevere un’educazione. Il cyberbullismo non è uno scherzo, non è libertà di espressione e spero di poter dare anche io un messaggio di inclusione e rispetto con quella che è la mia musica».

Niccolo' Filippucci (ANSA)

Queste i motivi che hanno spinto la giuria a scegliere il brano Laguna: Parole e Paure sono al centro della canzone di Nicolò Filippucci. Un viaggio nei sentimenti e nelle relazioni dei nostri giovani, che sognano l’amore perfetto, ma se la storia non funziona hanno fretta di dimenticare, di rimuovere. Come un post da cancellare. Emozioni acerbe, ma profonde, che cercano una strada per uscire dalla notte. Una canzone ricca di immagini, che consegna al mondo adulto una fotografia nitida deli generazione dai sentimenti sfocati, ma piena di emozioni.

Nell’occasione della premiazione, avvenuta nella sala stampa dell’Ariston, Paolo Picchio, papà di Carolina presidente della Fondazione (e premiato anch’esso), ha così dichiarato:

Paolo Picchio con il Premio

«Il Premio Carolina Picchio si rivolge alle canzoni che meglio interpretano i sentimenti e i bisogni delle nuove generazioni. Le nostre vite viaggiano nella Rete, ma quello che conta restano le parole. Quelle che ha scritto mia figlia, quelle che non diciamo più in famiglia e quelle che cantano le star del Festival. In questo Sanremo, più che mai, spiccano diverse canzoni che fanno pensare sui tempi che stiamo vivendo. Testi che hanno saputo attirare l’attenzione della giuria del Premio Carolina Picchio. Segnali di speranza che passano dalle emozioni messe in musica da artisti come Arisa, Dargen D’Amico, Ermal Meta, Tommaso Paradiso, Bambole di pezza e Fulminacci. Da grandi autori, come Renga a giovani premesse, quali Sayf e Filippucci. Testi bellissimi, che hanno dato voce a sentimenti di smarrimento davanti alle incertezze dei rapporti umani e delle relazioni, che sui social sembrano semplici, ma che spesso non si traducono in incontro più autentico. Le parole hanno un peso, a volte sono come un mattone in fondo allo stomaco, ma con quel mattone possiamo convivere, comprendere e costruire, come ha canta Angelica Bove. Un testo che mi ricorda la lettera di mia figlia. Se non coltiviamo le nostre emozioni non avremo nulla da condividere, neppure online».

Eleonora Daniele ha dichiarato: «Ammiro questo papà coraggioso che continua a combattere giorno per giorno. Le storie di queste vittime non vanno abbandonate, non dobbiamo far sentire sole le famiglie».

Carolina Picchio in una immagine tratta dal suo profilo Facebook (ANSA)

Ivano Zoppi, Direttore Generale Fondazione Carolina, ha annunciato che Il Premio Carolina Picchio vivrà tutto l’anno, «grazie alle personalità e alle realtà che, assieme ai cantanti, saranno chiamati a diffondere il sorriso di Caro, la sua gioia di vivere e i sogni che l’odio in Rete le ha impedito di realizzare».