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Se fate visita al suo profilo Facebook, vedrete una bella foto di Jean Harlow, diva hollywoodiana degli anni Trenta, ironica, intelligente, sagace. E biondissima. "Mi piace ribaltare la prospettiva, andare oltre gli stereotipi", spiega Serena Bortone, giornalista e conduttrice televisiva, romana, classe 1970. Guarda caso biondissima pure lei. Ha collaborato a programmi storici di Rai 3 come Alla ricerca dell’arca, Avanzi, Ultimo minuto, Mi manda Lubrano, Mi manda Raitre, Telecamere, è stata anche autrice di Tatami, talk di attualità e costume. Ha scritto, insieme al regista Mariano Cirino, Io non lavoro. Storie di italiani improduttivi e felici, pubblicato da Neri Pozza. Infine, è approdata alla conduzione di Agorà Estate, il talk di informazione della fascia mattutina di Rai 3. Oltre due ore di diretta, dalle 8 in poi, per parlare di politica, economia, società: "Mai come quest’anno", spiega, "l’attenzione si è concentrata sugli esteri che sempre più hanno un riflesso sul nostro Paese. La crisi greca, ad esempio, ci coinvolge per motivi non solo economici, ma anche politici e culturali, aprendo il dibattito sul significato di Unione europea in termini di solidarietà e di integrazione tra i popoli. Questioni che ci interessano da vicino, dal momento che l’Europa è diventata una seconda patria, un’istituzione a cui avanzare delle richieste. Un argomento, questo, che si connette a un altro importante tema, quello delle migrazioni…, l’Europa deve essere solidale al suo interno, ma anche verso l’esterno. Quello di persone in fuga dalla guerra, dalla violenza, dal terrorismo, che affrontano lunghi viaggi e arrivano stremate nel nostro Paese, è un fenomeno che ci sovrasta, per il quale occorre cercare delle soluzioni. In questo, papa Francesco è un faro, un riferimento religioso, etico, culturale, spirituale".
Quali sono gli argomenti che più interessano gli italiani in questo momento?
"Quelli che incidono sulle loro “tasche”: quali possibilità di lavoro ci sono, che tipo di contratti si stipuleranno, quanto si percepirà di pensione… Tutto ciò che riguarda il futuro, nostro e dei nostri figli. Sono queste le risposte che la gente vuole avere".
Qualcuno ha detto che il talk è in crisi… è vero?
"Negli ultimi tempi c’è stata indubbiamente una overdose di talk. E quando saturi il mercato, il rischio è quello di abbassare il numero di ascolti. Ma la nostra trasmissione sta andando bene, abbiamo raggiunto l’8 per cento. Personalmente penso che faccia ascolto tutto ciò che è interessante e che viene trattato nel modo giusto".
Chi è il vostro spettatore tipo?
"Il nostro è un pubblico ampio e popolare. Si tratta di uno spettatore attento, rigoroso, che ha voglia di capire".
Chi cerchi di invitare in studio?
"Mi piace cercare facce nuove, persone che non sono mai andate in televisione. Perché la ridondanza spegne l’efficacia della parola. Di persone che hanno cose intelligenti da dire ce ne sono molte, si tratta di valorizzarle. E poi cerco di non andare mai in onda se non c’è almeno una donna in studio. Non raccontare la vita delle donne significa non narrare un pezzo del Paese. È importante mettere in luce la sensibilità, i saperi, i punti di vista femminili".
C’è qualche cambiamento, qualche miglioria che ti piacerebbe mettere a punto nel format?
"I cambiamenti sono all’ordine del giorno. Il nostro gruppo di lavoro è molto creativo e affiatato. Ha una grande esperienza e solidità, ma anche un grande entusiasmo. Il nostro segreto è essere curiosi, attenti a ciò che accade. Ogni sperimentazione è bene accetta, altrimenti ci si annoia. E se ci annoiamo noi, si annoieranno anche gli spettatori".
La tua giornata tipo?
"Sveglia alle 5 del mattino. Mi alzo, faccio colazione, leggo i giornali. Arrivo in Rai, breve riunione con gli autori e diretta. Poi nuova riunione per decidere cosa andrà in onda il giorno dopo e continuo monitoraggio delle news. La scaletta definitiva è pronta verso le 21 e la giornata termina intorno alle 22".
Su Twitter scrivi «faccio televisione e tante altre cose»… quali?
"Ho tanti interessi: cinema, libri, opera lirica… Comunque per me gli affetti sono fondamentali: famiglia, amici, colleghi".
Cosa c’è nel tuo prossimo futuro?
"Credo molto nel servizio pubblico e continuerò a fare tutto ciò che coniuga informazione e responsabilità ed è vicino agli utenti che pagano il canone".
Quali sono gli argomenti che più interessano gli italiani in questo momento?
"Quelli che incidono sulle loro “tasche”: quali possibilità di lavoro ci sono, che tipo di contratti si stipuleranno, quanto si percepirà di pensione… Tutto ciò che riguarda il futuro, nostro e dei nostri figli. Sono queste le risposte che la gente vuole avere".
Qualcuno ha detto che il talk è in crisi… è vero?
"Negli ultimi tempi c’è stata indubbiamente una overdose di talk. E quando saturi il mercato, il rischio è quello di abbassare il numero di ascolti. Ma la nostra trasmissione sta andando bene, abbiamo raggiunto l’8 per cento. Personalmente penso che faccia ascolto tutto ciò che è interessante e che viene trattato nel modo giusto".
Chi è il vostro spettatore tipo?
"Il nostro è un pubblico ampio e popolare. Si tratta di uno spettatore attento, rigoroso, che ha voglia di capire".
Chi cerchi di invitare in studio?
"Mi piace cercare facce nuove, persone che non sono mai andate in televisione. Perché la ridondanza spegne l’efficacia della parola. Di persone che hanno cose intelligenti da dire ce ne sono molte, si tratta di valorizzarle. E poi cerco di non andare mai in onda se non c’è almeno una donna in studio. Non raccontare la vita delle donne significa non narrare un pezzo del Paese. È importante mettere in luce la sensibilità, i saperi, i punti di vista femminili".
C’è qualche cambiamento, qualche miglioria che ti piacerebbe mettere a punto nel format?
"I cambiamenti sono all’ordine del giorno. Il nostro gruppo di lavoro è molto creativo e affiatato. Ha una grande esperienza e solidità, ma anche un grande entusiasmo. Il nostro segreto è essere curiosi, attenti a ciò che accade. Ogni sperimentazione è bene accetta, altrimenti ci si annoia. E se ci annoiamo noi, si annoieranno anche gli spettatori".
La tua giornata tipo?
"Sveglia alle 5 del mattino. Mi alzo, faccio colazione, leggo i giornali. Arrivo in Rai, breve riunione con gli autori e diretta. Poi nuova riunione per decidere cosa andrà in onda il giorno dopo e continuo monitoraggio delle news. La scaletta definitiva è pronta verso le 21 e la giornata termina intorno alle 22".
Su Twitter scrivi «faccio televisione e tante altre cose»… quali?
"Ho tanti interessi: cinema, libri, opera lirica… Comunque per me gli affetti sono fondamentali: famiglia, amici, colleghi".
Cosa c’è nel tuo prossimo futuro?
"Credo molto nel servizio pubblico e continuerò a fare tutto ciò che coniuga informazione e responsabilità ed è vicino agli utenti che pagano il canone".





