Pianta quadrata, 270 cm per lato, ingresso a igloo. Colpisce la fragilità e le piccole dimensioni che tuttavia permisero alla Tenda rossa di essere il solo rifugio e la salvezza dei dieci uomini che sopravvissero per 48 giorni al disastro del dirigibile Italia precipitato al Polo Nord nel 1928. Questo reperto storico, oggi completamente restaurato, finalmente visibile al pubblico, deve il nome alle strisce tracciate dai superstiti con l’anilina affinché i soccorsi potessero individuarla con più facilità. La tragica spedizione, guidata da Umberto Nobile, avvenne in un periodo in cui anche il nostro Paese contribuiva alla ricerca scientifica e alla scoperta delle terre rimaste inesplorate (i due Poli). Lo scopo del viaggio era realizzare esperimenti nel campo dell’elettricità atmosferica, dell’oceanografia e del magnetismo terrestre.

La spedizione partì da Milano il 15 aprile 1928 con un equipaggio composto da tecnici, scienziati, giornalisti, sul dirigibile Italia. Cinque i sorvoli previsti; durante il terzo, una tempesta e poi lo schianto sul pack. Di sei uomini, intrappolati nel pallone e sbalzati in atmosfera, non se ne saprà più nulla. Altri dieci, insieme a vario materiale e alla Tenda rossa, resistettero sul pack sette settimane e, grazie alla piccola radio da campo Ondina 33, riuscirono a lanciare l’Sos che venne captato da un radioamatore russo. In aiuto si mosse una delle prime macchine dei soccorsi a livello internazionale. Vennero salvati il 12 luglio, dopo diversi tentativi di recupero falliti, dal rompighiaccio russo Krassin, e tra i soccorritori vi furono nove vittime. Morì anche l’esploratore Roald Amundsen, amico rivale di Nobile, precipitando con l’idrovolante.

La Tenda rossa, prodotta dall’azienda milanese Ettore Moretti, venne poi riportata in Italia ed esposta al Castello Sforzesco di Milano già in agosto, e dopo varie sistemazioni approdò al Museo della scienza e della tecnologia. L’ultima esposizione nel 1998, ma lo stato di conservazione era ormai compromesso e frammentario. Questo definitivo restauro, avviato nel 2008, è stato affidato a Cinzia Oliva, restauratrice di tessuti: «Si è rivelato subito un intervento complesso e laborioso. Prima di tutto per l’estremo degrado del materiale. La tenda, in seta, era rimasta esposta sul pack in condizioni climatiche estreme. Inoltre, il manufatto era di grandi dimensioni e soprattutto era tridimensionale. Abbiamo dovuto capire, con poca documentazione, come era stata costruita. E poi l’esposizione nel museo e la conservazione nei vari depositi avevano lasciato sulle fibre una quantità di polvere e detriti consistente».

Presentazione della Tenda Rossa visibile dopo un lungo e complesso restauro al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia, Milano, 9 Febbraio 2023. ANSA/MATTEO CORNER
Presentazione della Tenda Rossa visibile dopo un lungo e complesso restauro al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia, Milano, 9 Febbraio 2023. ANSA/MATTEO CORNER
La tenda rossa venne prodotta dall’azienda milanese Ettore Moretti. (ANSA)

Dal 15 febbraio 2023 è visibile al pubblico in un affascinante sotterraneo del Museo della scienza e della tecnologia di Milano.