Da un lato bambini e ragazzi trepidanti di iniziare il tempo nuovo dell’estate. Dall’altro i genitori, infinitamente sollevati dal sapere che almeno per le prime settimane della lunga estate italiana non saranno soli nel fronteggiare il problema dei problemi: cavarsela fino a metà settembre. Iniziano oggi in tante diocesi le proposte estive della Chiesa cattolica per bambini e ragazzi, sollevando migliaia di famiglie dalla preoccupazione principe della stagione: finita la scuola, i figli con chi stanno?

L’obiettivo da traguardare è metà settembre, ma in mezzo ci sono tre mesi, più di 100 giorni. E se alcuni territori stanno provando a mettere a terra il progetto "Scuola aperta d'estate", promosso dal ministero dell'Istruzione e del Merito, o altre iniziative come l’apertura anticipata al 31 di agosto per le primarie in Emilia Romagna, oggi ancora troppe mamme e papà si cimentano in equilibri impossibili e coperte troppo corte, fra ferie alternate, supporto dei nonni (se presenti, se in salute, se, se e se…) e campus a pagamento.

Per questo, che le si chiami Grest o Oratori estivi, in estate le porte aperte della comunità cristiana sono sempre una manna dal cielo. Per chi frequenta costantemente la parrocchia come per chi ci si avvicina solo a giugno e luglio. Per chi non potrebbe permettersi altre soluzioni e per chi la sceglie come proposta di valore.
Diffusi sul territorio, a un costo imparagonabile rispetto ad altre soluzioni private e, soprattutto, con un carico di “esperienza buona” che non ha prezzo, i Grest sono un’ancora di salvezza. Meglio, sono una barca con cui imparare ad andare per mare quando la scuola è chiusa. Perché l’oratorio estivo si nutre di amicizia, condivisione e Spirito. È una palestra di vita, di relazioni, di convivenza.
Certo non tutto è perfetto, ma la bellezza dell’esperienza sta anche nel provarci insieme. Che bello, anche per i più piccoli, vedere che tanti giovanissimi animatori regalano gratis il tempo libero per giocare con loro. Che bello vedere il don e le catechiste che si mettono in gioco fra camminate e lavoretti. Forse la magia dell’oratorio estivo risiede proprio nella felicità gratuita della fraternità. E se le magliette colorate, i balli di gruppo e il ghiacciolo sono per i bambini le piccole-grandi gioie di ogni giornata, per le mamme e i papà non c’è gioia più grande del rincontrare a sera i figli stanchi e sporchi, ma già pronti per ricominciare a giocare il giorno dopo. Un’ode – immaginiamo – sale dai loro cuori:
Sii benedetto tu, oratorio estivo,
che salvi le famiglie e le tieni in vivo,
Custode dei figli dal mattino alla sera,
fra giochi e vera preghiera…