Mio figlio frequenta la terza elementare. Dall'inizio di quest’anno è già successo tre volte che una maestra desse degli esercizi da svolgere a casa aprendo un link su YouTube oppure delle pagine da leggere indicandoci il link da aprire. Non condivido questa metodologia che impone di usare il telefono/tablet e vorrei confrontarmi con la maestra, forte anche di quanto ho letto proprio in questi giorni nei suoi due libri Allenare alla vita ed Esci da quella stanza. Ha qualche suggerimento da darmi per affrontare la situazione? Sbaglio ad andare contro i principi educativi della scuola di mio figlio?

Katia

– Cara Katia, nella mia esperienza mi sto rendendo conto che negli ultimi anni è andata aumentando la consapevolezza dei genitori riguardo all’impatto che il digitale ha sulla vita dei figli e oggi, rispetto agli anni passati, è molto più nutrita la fazione di adulti che desiderano rallentare l’ingresso dei device elettronici nella vita dei minori.

Solo che a volte la scuola sembra remare contro. Molti docenti tuttora pensano che compiti e lezioni debbano avere anche una componente di natura digitale e forniscono link, proposte di video e di navigazioni che imporrebbero l’uso di strumenti digitali a fine didattico.

Capita così che già alle elementari, ma ancora di più alla scuola secondaria di primo grado, molte famiglie si trovino obbligate a dotare un figlio di smartphone o tablet per svolgerli. Questo accade nonostante gran parte della ricerca abbia rivelato che la disponibilità di strumenti digitali non favorisce migliori apprendimenti e si correla con peggiori valutazioni di profitto.

Metti perciò in discussione questo modus operandi della scuola e solleva la questione nel prossimo consiglio di classe, facendo attenzione a non mostrarti oppositiva con la maestra, ma semplicemente interessata a verificare se davvero lei crede che lo smartphone sia necessario e soprattutto sia davvero alleato di un buon apprendimento alla scuola primaria.

Consiglio a tutti i maestri che leggono questa rubrica e devono svolgere attività didattiche che prevedono l’uso di device elettronici di svolgerle in classe, insieme al docente. Mentre a casa, ancor di più se alla scuola primaria, nessuna attività dovrebbe prevedere l’utilizzo di strumenti digitali. Tali condizioni permetterebbero davvero ai genitori che vogliono ritardare il possesso di uno smartphone ai propri figli di non sentirsi sotto assedio e fuori posto quando la scuola fa richieste che invece ne richiederebbero l’utilizzo.