PHOTO
A un anno esatto dalla apertura della Porta Santa e dell’inizio del Giubileo 2025 proclamato da papa Francesco, va in onda su RAI3 alle 23.25 il film documentario di Simona Cocozza Il Giubileo delle Donne. Il racconto, interamente realizzato da donne, nasce da una straordinaria esperienza realizzata e vissuta dalla Arcidiocesi di Napoli. Conduce Barbara Petrillo
LA STORIA
A metà del 2024 il vescovo (oggi cardinale) don Mimmo Battaglia decide di lanciare dei percorsi turistico-religiosi per evidenziare il ruolo femminile nella fede e nella storia della città. Il compito di organizzare e coordinare il susseguirsi delle manifestazioni viene affidato a Adriana Valerio, storica e teologa, già docente di storia del Cristianesimo e delle Chiese all’Università Federico II di Napoli. Da qui nasce il documentario che si propone di decodificare la complessità di Napoli, città sospesa tra devozione e vita terrena, attraverso lo sguardo delle sue protagoniste.
Napoli è forse l’unica città nata da una donna. Sulle sue coste approda e muore la sirena Partenope, cui la leggenda popolare assegna due differenti motivazioni: o innamorata disillusa di Ulisse o impegnata vanamente a cercare di sottrarre l’amica Proserpina dalle mani del suo rapitore Plutone.
Donna, insomma, che ama, crea, difende e cura. È forse per causa di questo imprinting iniziale che la lunga storia di Napoli è costantemente incrociata con un susseguirsi di grandi e insieme “piccole” figure femminili che si occupano attivamente dei vivi come dei morti, del presente come della memoria. A Napoli il percorso del “femminile” si incrocia strettamente con quello di una fede religiosa vissuta totalmente come servizio attivo e consapevole. A Napoli persino la scelta della clausura si presenta e viene vissuta come rivolta al mondo, come strumento per il bene comune.
Nel corso dei secoli la città vive, grazie alla instancabile presenza femminile e al suo stretto rapporto con la fede cristiana, una serie di esperienze che tuttora la qualificano e presentano in tutto il mondo: da Le Lazzarelle, che organizzano e aiutano il rientro nel mondo delle ex detenute, all’Ospedale degli Incurabili, sintesi assoluta del diritto alla cura anche in assenza di speranza, al mantenimento attivo e creativo del rapporto con chi non è più fra noi, all’unica università italiana intestata a una donna, Suor Orsola Benincasa.




