PHOTO
Un momento di preghiera
Profonda preoccupazione per l’escalation di violenza in Medio Oriente e un invito a rilanciare con decisione la via della diplomazia e della preghiera.
È questo il senso dell’appello lanciato dalla Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) e dall’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg), mentre crescono le tensioni nella regione e aumenta il timore di un allargamento del conflitto.
Il presidente della Comece, monsignor Mariano Crociata, ha espresso «profonda preoccupazione per l’ulteriore indebolimento dell’ordine internazionale basato sulle regole» e per il continuo «disprezzo per il diritto internazionale». Il pensiero del vescovo va in particolare a quanti stanno vivendo la «recente escalation di violenza in Iran e in tutto il Medio Oriente».
Crociata definisce inoltre «profondamente preoccupante» che la violenza stia prendendo il posto della diplomazia e che «la logica della ritorsione e della vendetta» possa alimentare «una spirale di violenza, mettendo a repentaglio la stabilità regionale e globale e potenzialmente portando a una tragedia di proporzioni immense».
Richiamando anche l’appello di papa Leone XIV a mettere fine alla spirale di violenza, il presidente della Comece invita l’Unione europea a restare unita e a rispondere alla sua «vocazione di progetto di pace». L’Ue, sottolinea, è chiamata a lavorare per favorire la de-escalation tra tutte le parti coinvolte, rilanciando gli sforzi diplomatici e sostenendo con coerenza il diritto internazionale, anche nell’ambito della non proliferazione nucleare. Al tempo stesso viene sollecitato l’impegno per garantire la sicurezza dei cittadini europei. L’invito è anche spirituale: pregare «affinché le armi vengano messe a tacere in tutto il Medio Oriente» e perché il popolo iraniano e quelli dell’intera regione possano intraprendere «un cammino verso un futuro di pace segnato dal rispetto della dignità umana e dei diritti umani fondamentali».
Un appello alla preghiera arriva anche dall’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg) delle congregazioni religiose femminili di tutto il mondo. Di fronte all’escalation di violenza e guerra che colpisce diversi luoghi del mondo, l’organizzazione invita a mobilitarsi «per una pace disarmata e disarmante», attraverso il digiuno, l’impegno concreto e un momento internazionale di preghiera.
L’iniziativa è prevista per venerdì 6 marzo alle ore 15.30, ora di Roma, e sarà trasmessa in diretta streaming, aperta alla partecipazione di tutti e si può seguire sul canale YouTube a questo link
«Di fronte all’escalation di violenza e guerra che sta colpendo diversi luoghi del mondo», spiega la segretaria esecutiva della Uisg suor Roxanne Schares, «sentiamo il dovere di invitare alla preghiera, al digiuno e all’azione per una pace disarmata e disarmante».
La religiosa ricorda il ruolo delle consacrate nei contesti più fragili del pianeta: «Come donne religiose consacrate, presenti nei contesti più fragili della società e vicine a chi soffre, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a una spirale di distruzione che mina la dignità umana e mette a rischio il futuro delle nuove generazioni».





