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Marco Gallo (1994-2011) in una foto durante una vacanza negli Stati Uniti
Sabato 7 marzo, nella Cappella arcivescovile di Milano, l’arcivescovo Mario Delpini apre ufficialmente la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Marco Gallo. Un passo importante che avvia il cammino ecclesiale per riconoscere la santità di questo adolescente morto a soli 16 anni nel 2011 e che qualcuno ha già definito un altro Carlo Acutis e il “Santo della Generazione Z”. La sua storia è quella di un ragazzo appassionato della vita, amante dello sport e delle sfide, ma soprattutto alla ricerca dell’infinito. Una ricerca che, nel corso degli anni dell’adolescenza, si è trasformata in una fede vissuta con radicalità e gioia.
Un ragazzo inquieto alla ricerca di Dio
Marco Gallo nasce il 7 marzo 1994 a Chiavari, in Liguria, e trascorre i primi anni della sua vita a Casarza Ligure insieme ai genitori Antonio e Paola Cevasco e alle sorelle Francesca e Veronica. Viene battezzato nella parrocchia di San Michele Arcangelo e cresce in una famiglia profondamente cristiana, legata al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Nel 1999 la famiglia si trasferisce in Lombardia: prima ad Arese e poi a Lecco, dove Marco compie il suo percorso di iniziazione cristiana, ricevendo la Prima Comunione nella basilica di San Nicolò nel 2003 e la Cresima nel 2005. Fin da bambino appare un ragazzo vivace, amante della corsa, delle scalate e delle sfide fisiche. Ma dietro questa energia si nasconde una domanda più profonda: il desiderio di trovare il senso della vita.


L’incontro con Cristo negli anni del liceo
La svolta arriva durante gli anni delle scuole superiori, quando nel 2007 Marco si iscrive al liceo scientifico Don Gnocchi di Carate Brianza. In quel periodo entra sempre più intensamente nell’esperienza di Gioventù Studentesca, il movimento giovanile di Comunione e Liberazione. È lì che matura una fede personale e consapevole. A 15-16 anni confida agli amici di aver finalmente trovato la felicità: l’incontro con Cristo. Da quel momento la sua vita assume un ritmo preciso: ogni sera legge e medita la Bibbia, partecipa con costanza alla vita sacramentale e alla Scuola di comunità. La fede non resta però un fatto privato. Marco coinvolge gli amici in iniziative di aiuto allo studio per ragazzi più giovani di Biassono e Inverigo. Gli incontri si concludono spesso con una breve catechesi. La domenica pomeriggio organizza visite agli anziani disabili dell’Istituto Don Orione di Seregno. Chi lo incontra ricorda il suo entusiasmo contagioso e la capacità di guidare gli altri senza imporsi. Una leadership spontanea, radicata nella convinzione che seguire Gesù sia la vera sorgente della felicità.
La morte improvvisa
Nel 2009 la famiglia si trasferisce a Monza. Due anni dopo, il 5 novembre 2011, Marco esce di casa in moto per andare a scuola. Lungo la strada, a Sovico, viene investito da un’automobile e muore. La sera precedente aveva scritto sul muro della sua stanza, accanto al crocifisso, una frase del Vangelo di Luca: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Il funerale viene celebrato nel Duomo di Monza e la sua salma è poi sepolta a Casarza Ligure.


Una fama di santità che continua
Fin dai giorni successivi alla morte, molti amici e conoscenti iniziano a parlare della sua vita come di un esempio di fede autentica. Nel novembre 2011 l’allora arcivescovo di Milano Angelo Scola lo propone ai giovani della diocesi come testimonianza di vita cristiana. Negli anni la memoria di Marco non si è spenta. Ogni 1° novembre centinaia di persone, soprattutto giovani, partecipano a un pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora di Montallegro e a una celebrazione nel Duomo di Monza per ricordare la sua “nascita al Cielo”. Proprio questa fama di santità, cresciuta nel tempo, ha portato il vescovo di Chiavari, Giampio Luigi Devasini, a promuovere la causa di beatificazione.
Un possibile nuovo santo “millennial”
Con l’apertura della fase diocesana del processo, la Chiesa inizierà a raccogliere testimonianze, scritti e documenti sulla vita di Marco Gallo per verificarne le virtù cristiane vissute in modo eroico. Se il percorso dovesse proseguire fino alla beatificazione, la diocesi di Milano potrebbe avere un nuovo giovane testimone della fede contemporanea, dopo Carlo Acutis, canonizzato da papa Leone XIV il 7 settembre scorso. La storia di Marco racconta infatti una santità possibile anche oggi: quella di un adolescente che amava lo sport, l’amicizia e la vita, ma che aveva scoperto nell’incontro con Cristo la risposta più grande alle sue domande. E che, proprio per questo, continua a parlare soprattutto ai giovani.




