Suor Maria Chiara ha 99 anni, ed è la più vispa del convento. Nel messaggio postato su Facebook per gli auguri di Pasqua, diceva che la Risurrezione andava assolutamente festeggiata. Anche perché, per lei, avrebbe potuto essere l’ultima Pasqua… Come gli altri post sui social, anche questo ha ottenuto centinaia di migliaia di visualizzazioni.

«Siamo arrivati a un milione», spiega suor Nayiby Jiménez, 45enne colombiana, che è la mente e il cuore dietro ai video. «Ma non è intrattenimento: le suore, in questo modo, proseguono il loro impegno di evangelizzazione e di preghiera, a un’età in cui le forze vengono meno. I video permettono di raggiungere più persone di quelle che fisicamente si potrebbero incontrare».

Sopra, da sinistra: suor Maria Chiara Grillone (99 anni), suor Giacinta Santilli (88 anni) e suor Maria Giannascoli (90 anni), nella legnaia della casa.

Una comunità di 22 suore

Siamo a Raiano, un piccolo paese dell’entroterra aquilano, in Abruzzo. Qui, nella Casa San Giuseppe, una casa di riposo per religiose, vivono 22 suorine minuscole e instancabili. Hanno tra gli ottanta e i novant’anni: età in cui molte religiose scelgono il raccoglimento totale e la preghiera. Non però le Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria – le suore nate dalla beata Eugenia Ravasco, che fondò l’istituto religioso nel 1868 a Genova – che si sono trovate, loro malgrado, a essere star dei social.

«Io sono infermiera», spiega suor Nayiby Jiménez, che è arrivata a Raiano nel 2019, «e in questa comunità lavoriamo per un progetto di invecchiamento attivo, per ridurre l’isolamento sociale. Organizziamo uscite, pellegrinaggi, partecipiamo alle attività parrocchiali… Un giorno, una delle suore mi disse che si stava annoiando. Così è nata l’idea di fare qualche video per pregare e di postarlo sui social, chiedendo alle persone che ci avrebbero guardate di inviare intenzioni di preghiera. Pensavamo di ricevere una decina di messaggi, invece abbiamo avuto milioni di visualizzazioni, con 50 mila richieste di preghiera. E ne arrivano ancora: ogni giorno, noi suore preghiamo sempre per le persone che ci affidano le loro intenzioni».

Oggi, le suorine di Ravasco contano appunto milioni di visualizzazioni, centinaia di migliaia di interazioni, commenti pieni di gratitudine da tutta Italia e perfino dall’estero.

Piccole ma birichine

Avvolte in veli candidi, queste minute religiose sembrano sempre sul punto di spiccare il volo. Oltre a suor Maria Chiara, le più “social” sono suor Anna Lilia, 96 anni, suor Annagrazia, 97 anni, suor Carla, 82 anni, che è la più giovane, suor Giacinta, 88 anni, suor Marietta, 93 anni, suor Maria, 90 anni, suor Giannetta 87 anni e la superiora, suor Maria Pia, 84 anni. Suor Italia Di Giovanni, 93 anni, è morta qualche giorno fa.

«A loro, registrare i video piace tantissimo», commenta suor Nayiby. «Ma sono un po’ birichine: prepariamo insieme il copione, scegliamo l’argomento, decidiamo le battute, poi però cambiano tutto! Devo però ammettere che sono gioiose, e questo loro modo di essere conquista il web. La gente capisce che sono spontanee e serene». Suore semplici come i loro messaggi. Nessuna strategia di marketing, solo preghiere, sorrisi, gesti quotidiani.

«Quando sono arrivata a Raiano», ammette suor Nayiby, «le suore anziane avevano poca socialità. Oggi sono cambiate: sono prima di tutto più attive, ma anche più sorridenti, hanno ancora uno scopo, che è poi quello che hanno perseguito per tutta la loro vita: insegnare». Lo fanno attraverso il web: un paio di post a settimana («Impieghiamo un paio di ore a girare ogni video»), con un pensiero rivolto a tutti: «Pubblichiamo al mattino presto, perché la nostra idea è quella di offrire consigli per affrontare la giornata, per portare un saluto».

La copertina del libro Finché c’è luce (Vallardi), che racconta la storia delle suore Ravasco diventate star dei social.

Una vita a insegnare

La forza comunicativa delle suore di Ravasco nasce da lontano. Da quando, nelle scuole di Pescara e di Atri, iniziarono a formare generazioni di giovani con la sapienza pedagogica della Beata Eugenia, che vedeva nell’educazione una «via d’amore». Insomma, ieri erano le aule, gli oratori, i cortili. Oggi è il video breve, ma autentico: Dio sceglie sempre ciò che è piccolo per dire ciò che è grande.

«Hanno tutte insegnato, quindi sono abituate a spiegare con cura i temi che affrontiamo», aggiunge suor Nayiby. Il loro è un annuncio che nasce dalle situazioni di vita vissuta: in giardino, a casa, in legnaia... E, nel flusso distratto dei social, appaiano volti sereni, voci tenui e sorrisi disarmanti che invitano alla gratitudine, alla preghiera, alla speranza: messaggi essenziali e per questo condivisibili da tutti.

«I video danno continuità a quello che queste suore hanno fatto tutta la vita, evangelizzare», rimarca suor Nayiby, «e confermano che anche le persone anziane – le suore anziane – possono essere una risorsa. Si può pregare, attraverso i social, e noi ci proviamo». Perché in fondo, anche a novantanove anni, la speranza deve essere sempre giovane, e può continuare a parlare al mondo.