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Il Papa durante l'Angelus del 5 luglio
Anche per il Papa è tempo di vacanza dopo la visita di sabato mattina a Lampedusa e dopo aver accolto, sabato sera, l'invito dell'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, Brian Burch, a recarsi nella sua residenza nella serata di sabato 4 luglio, in occasione della festa nazionale degli Stati Uniti.
Prima della partenza per Castel Gandolfo, dove rimarrà fino alla fine del mese, Leone XIV recita l’Angelus di questa calda prima domenica di luglio ancora in piazza San Pietro.
Nella catechesi prima della preghiera mariana, il Pontefice commenta il brano odierno del Vangelo di Matteo soffermandosi sul rapporto tra la rivelazione di Dio ai piccoli e il senso autentico del “giogo” di Cristo, che è la logica dell’amore e del dono di sé: «Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie», dice, «la semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi «ai piccoli», mentre resta nascosto “ai sapienti e ai dotti” Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia».


Per papa Leone «la vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi”, dice il Signore. Andare da Gesù significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Proprio il dono di sé per amore è il “giogo” di Gesù, cioè la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti».
Fratelli e sorelle, chiede poi il Papa, «come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce?». Per una sola ragione: «Perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta. Alla sequela di Cristo, il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica: è una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri. Difatti, solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto».
Nella schiavitù, continua il Papa, «Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché “nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”».


Al termine della preghiera mariana, il Papa ha voluto rivolgere un pensiero al Venezuela colpito una settimana fa da sisma: «Ricordo sempre nelle mie preghiere le vittime del terremoto e tutto il popolo venezuelano. Il Signore lo sostenga in questo momento tanto difficile». Infine, il riferimento al nuovo beato vietnamita Francesco Saverio Trùòng Bǚu: «Giovedì scorso, 2 luglio, nel Santuario di Tac Say in Vietnam, è stato beatificato il sacerdote Francesco Saverio Trùòng Bǚu, ucciso nel 1946 in odio alla fede», le parole del Papa, «in un contesto di prevaricazione e di violenza, si pose come difensore dei diritti della gente e non abbandonò i suoi parrocchiani. La sua intercessione e la sua preghiera sostengano gli operai del Vangelo che anche oggi si trovano in situazioni di persecuzione».
Nel pomeriggio di domenica 5 luglio, il Papa parte per Castel Gandolfo, dove trascorrerà un periodo di riposo fino al 27 luglio, con la ripresa delle udienze generali prevista per mercoledì 5 agosto. Nelle prossime domeniche, l’Angelus sarà recitato dal Papa in Piazza della Libertà nella cittadina dei Castelli Romani mentre sono sospese tutte le udienze, generali e private.
Papa Leone ripristina così la tradizione del periodo estivo trascorso dai Pontefici nella residenza sul Lago di Albano che il suo predecessore Francesco aveva interrotto preferendo restare in Vaticano.
Le vacanze nel 2025
Nel 2025 Leone XIV ha trascorso nella Villa Barberini di Castel Gandolfo 16 giorni di riposo, dal 6 al 22 luglio, durante i quali non sono mancati alcuni impegni pubblici come le celebrazioni nel “Borgo Laudato si’” per la prima liturgia per la Custodia della creazione, poi nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova e nella cattedrale di Albano. Il periodo è stato caratterizzato anche da alcuni incontri come quello con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricevuto a Villa Barberini, e dalla telefonata con il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, in seguito all’attacco militare dell’esercito israeliano sulla chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. Successivamente Papa Leone aveva avuto un colloquio telefonico con Mahmoud
Abbas, presidente dello Stato di Palestina.






