PHOTO
Un ultimo appello per evitare lo scisma. Con una lettera datata 29 giugno, ma resa nota il 30, alla vigilia della dichiarata intenzione della Fraternità sacerdotale San Pio X di nominare nuovi vescovi senza l’approvazione del Pontefice, Leone XIV scrive a son Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità.
«Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!», sono le parole del Pontefice. Riconoscendo «l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità» il Papa esorta i lefebvriani a «considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione».
Ribadisce, come aveva già fatto il prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede, il cardinale Fernandez, che la Chiesa è «disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo». E intanto prega «perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori». Il Pontefice, infine, «per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza», chiede ancora, a conclusione dello scritto, «di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio».
La Fraternità, che ha rifiutato finora ogni forma di dialogo, ha reso noti, il 26 maggio, i nomi dei quattro sacerdoti che saranno consacrati vescovi il primo luglio a Écône. Si tratta di don Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera; di don Michael Goldade, di nazionalità statunitense; di don Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese, e di don Marc Hanappier, di nazionalità francese.
Sorprendentemente don Pagliarani, nell’annunciare le nomine che porteranno allo scisma ha ribadito di rispettare «l’autorità suprema della Chiesa universale», di non voler «rivendicare un potere di giurisdizione o di stabilire un’autorità parallela nella Chiesa» e di non voler negare, rifiutare o sfidare il «potere di giurisdizione supremo, pieno e immediato del Vicario di Cristo sulla Chiesa universale».




